L'ultimo danzatore di montagna

L’ultimo danzatore di montagna
Il West Virginia non è terra per tutti, di certo non è un luogo dove dedicarsi alla socializzazione per chi non fa già parte della 'cricca' montana. Viene definita la patria dei danzatori di montagna, dei distillatori di whisky (senza il quale la gola piange e si contorce), dei fumatori di erba, di incantatori di serpenti e strani individui all’apparenza creati dalla mente di un genio al servizio delle stramberie. Un luogo eccessivo, da fuori di testa, un pezzo di mondo che la gente del posto si tiene stretta, non sia mai che qualcuno glielo voglia portare via. È proprio in questa landa selvaggia che si svolge una vita fatta di ripetizioni, a stretto contatto con la natura, i cui gesti essenziali sono penetrati da quell’istinto primitivo che la città ha dimenticato nei meandri del tempo. Il personaggio chiave, colui che rappresenta la collettività, è Jessico White, l’uomo che dà il titolo al libro, un danzatore sicuro di essere l’incarnazione vivente di Presley...
Chuck Kinder, scrittore amatissimo dai cultori della narrativa americana, tradotto in Italia da Fazi che ne ha già pubblicato Lune di miele nel 2002, amico/rivale di Carver, apprezzato da Curtis Hanson (il regista di "L.A. Confidential") che si ispirò proprio a lui per la figura del professore protagonista della pellicola "Wonder Boys" (tratto dall’omonimo romanzo di Chabon il cui docente di scrittura creativa era proprio il nostro Chuck) ritorna con un corposo memoriale sulla sua infanzia e prima adolescenza nei luoghi delle origini, quelli che evidentemente lo hanno segnato di più. Un’esperienza forgiante dunque, voci e facce che non si possono dimenticare, il tutto narrato con uno stile irriverente, comico, tagliente, da grandissimo affabulatore. Kinder, classe ’46, che si è poi dedicato all’insegnamento universitario prima a Stanford - dove si laureò, e poi a Pittsburgh come docente cattedratico di Letteratura inglese, ebbe una vita sconclusionata, fu afflitto dall’alcolismo e dalla droga oltre che  da una sorta di sindrome da scrittura infinita. La rivalità goliardica con Carver, il genio del minimalismo, lo mise sotto pressione e la sua scarsa capacità di controllo rese la pubblicazione dei suoi libri dei veri e propri parti plurigemellari. Per fortuna che qualcuno in America si accorse di lui, ormai nel tardo 2001, dando alle stampe Lune di miele che gli valse fama e successo e una meritata attenzione. L’ultimo danzatore di montagna è un romanzo imperdibile, una spremuta senza zucchero di tutta l’interiorità di uno degli scrittori americani più talentuosi, e come spesso accade, degni di stare in cima al podio.

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