L'ultimo veliero

L'ultimo veliero
Maestrelli Bernardo detto il Capitano è un uomo che «aveva smesso da un pezzo di navigare, ma quell’andatura stracca da marinaio gli era rimasta, quel dondolare da una parte e dall’altra come camminasse sulla coperta di una nave»; Sartiame un ex comandante di brigantino, l’Andreini un ex calafato, oste per necessità, Cannocchiale un ex marinaio, suor Pasqualina la suora che si prende cura di tutti loro e manda avanti l’Ospizio dove vivono, il cavalier Pinotti un novello imprenditore navale. Siamo in Versilia, in una terra meravigliosa incastonata tra le alpi Apuane e il mare immenso e straordinario, foriero di sogni e di ricordi. I protagonisti impegnati quotidianamente con la questua per raccogliere fondi per la madre superiora, mettono a fatica da parte il loro orgoglio per mendicare poche lire passando tra i bagnanti stesi al sole e i turisti in Passeggiata. Ogni giorno per “i vecchietti” è uno stillicidio dover ripiegare la dignità nella tasca: oramai ex uomini, guardano con speranza l’orizzonte azzurro cercando sempre qualcosa che possa ridar loro la voglia di vivere. La società sta cambiando, le gloriose barche a vela sulle quali hanno vissuto per tutta la loro vita sono oramai un ricordo, sostituite da quelle a vapore che escono fiere dai cantieri Pinotti. Ma un giorno il Capitano, guardando le onde, scorge un’ombra sfocata. Il cuore riprende a battere con più vigore nel petto magro al solo pensiero che un veliero, forse l’ultimo, si stia avvicinando. Da quel momento nuova linfa inizia a scorrere nelle vene di tutti e quello che si rivela essere realmente un veliero, punta verso il molo di Viareggio. L’attesa, la trepidazione, la voglia di rivedere da vicino la propria giovinezza…poi la triste notizia. La barca verrà fatta a pezzi e il legno del fasciame arso. Dopo un primo momento di sconforto, il Capitano decide di tentare il tutto per tutto per evitare la distruzione della barca e la propria definitiva resa alla vita. Propone ai suo compagni di sventure di acquistare la nave e riportarla agli antichi splendori, propone a tutti un sogno, uno scopo. E i soldi? Difficile trovarne per loro, oramai vecchi lupi di mare, uomini sconfitti. Difficile, vero, ma non impossibile. Grazie alla volontà ferrea unita a quella forza che sprofonda la sua radice nella disperazione, in modi quasi rocamboleschi riusciranno a trovare il denaro e…
Una storia straordinaria. Narrata in punta di piedi. Una storia che ha tutto il sapore dei racconti ascoltati davanti al fuoco. Personaggi descritti con una nitidezza sconcertante, che si fissano nella mente con i loro volti bruciati dal sole, le mani grandi, gli occhi che hanno visto paesi lontani. Si fissano nelle orecchie i colpi delle asce, il frusciare delle vele offerte al vento, il sibilo delle funi che si srotolano. Sembra di ricordare, di aver fatto parte di quei paesaggi disegnati da Lorenzo Viani. Marcello Venturi ripubblicato da Sellerio grazie all’intervento di Andrea Camilleri ci dona - dopo immeritati anni di anonimato - una favola straordinaria capace di dare un’emozione vera «grazie soprattutto a una scrittura di rarissima felicità e semplicità espressiva».

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