Lunar Park

Lunar Park
Bret Easton Ellis ci racconta dello scrittore Bret Easton Ellis, a cominciare dal colpo di fortuna che gli capitò quando era ancora al college, allorché il suo insegnante di scrittura creativa rimase folgorato dal manoscritto di Less than zero. Quel libro, all’inizio degli anni ottanta, inaugurò un genere letterario e fu un bestseller mondiale. In pochi anni Ellis diventa una specie di pop star, insieme ad un esiguo gruppo di altri scrittori americani – Jay Mc Inerney, Tama Janowitz, David Leavitt – capaci, come lui, di raccontare il vuoto e l’alienazione dell’America reaganiana. I romanzi di quel periodo, Le regole dell’attrazione, American Psycho e Glamorama, sono dei successi planetari, tutti trasformati in pellicola. Bret è conteso dagli editori più importanti, fotografato dalle riviste più glamour e, addirittura, invitato a pranzo alla Casa Bianca dai coniugi Bush, suoi grandi fans. Ma Bret è, soprattutto, strafatto di droghe, alcol e psicofarmaci. Durante il tour mondiale di Glamorama spesso non sarà quasi in grado di tenere la penna in mano per firmare le copie del libro. È di quegli anni anche la battaglia legale con l’attrice Jayne Dennis per il riconoscimento della paternità del figlio Robby. Paternità che Bret rifiuta, attribuendola all’attore Keanu Reeves. Un test del dna confermerà che Bret è il padre del bambino. A quel punto, però, non solo la Dennis lascia cadere la causa, ma – consapevole delle condizioni disperate di Bret – gli offre una seconda chance, sposandolo e andando a vivere con lui a Midland una elegante cittadina suburbana a due ore da New York. Ma quella che dovrebbe essere una nuova vita è in realtà l’inizio di un incubo. Nel corso di un party di halloween organizzato nella nuova abitazione, fra gli invitati c’è un uomo che nessuno conosce, vestito come Patrick Bateman, il serial killer protagonista di American Psycho. Nei giorni successivi strane cose cominciano ad accadere nella grande casa. Il pupazzo meccanico Terby  sembra animarsi di vita propria, una strana creatura si aggira ai margini del bosco, una serie di bambini scompaiono misteriosamente e – soprattutto – un maniaco uccide la gente ricalcando gli omicidi descritti da Bret Easton Ellis in American Psycho...
Una raggelante “autobiografia di fatti inventati” in cui l’uomo Bret mette in scena lo scrittore Bret e, insieme, i due si divertono a trascinare il lettore in una vertigine letteraria che sta tra Edgar Allan Poe, Stephen King e  (qualche critico lo ha detto) Shakespeare. In effetti in questa storia c’è il fantasma del padre che cerca in tutti i modi di mettere in guardia il figlio, ma c’è, soprattutto, il Prospero della Tempesta, ovvero il mago sapiente capace di scatenare tutti gli elementi (narrativi). Ricchi genitori frustrati, bambini (e cani!) imbottiti di psicofarmaci, paura per gli attacchi terroristici post undici settembre, fanno da sfondo a Lunar Park che, in buona sostanza, ci narra del potere dirompente della letteratura e delle continue tensioni emotive a cui è sottoposto lo scrittore. Dove vanno i personaggi delle storie dopo che sono stati scritti? Possono tornare a complicare la vita dei loro creatori? Realtà e finzione si mescolano in questo libro pieno di sovrapposizioni e di trivia che manderanno in estasi gli appassionati del genere. A parte Patrick Bateman che, come un’anima sospesa transita da un romanzo all’altro, anche il detective Donald Kimball arriva direttamente dalle pagine di American Psycho. Mitchell Allen, qui vicino di casa di Bret, è invece un personaggio minore ne Le regole dell’attrazione. Se poi volete divertirvi provate a cercare su un motore di ricerca l’attrice Jayne Dennis, moglie di Bret Easton Ellis, e avrete una bella sorpresa. Se siete abili navigatori, poi, potreste imbattervi anche in imbarazzanti documenti dell’FBI, da leggere tenendo a mente quello che Ellis scrive a pagina 35: “tutto ciò che leggerete è realmente accaduto, ogni parola è vera.” Questo deve saper fare un grande scrittore: prendersi gioco dei lettori, disseminare, come ha detto qualcuno, rospi finti in giardini veri (ma anche rospi veri in giardini finti).

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