Lungo il cammino

Lungo il cammino

“In seguito, la prima estate avrebbe stemperato l’aspetto sontuoso del paesaggio alpino, ma non avrebbe dissolto l’infinita quiete che si imponeva al di sopra di tutto con forza quasi sublime”. Quella quiete quasi immobile regna anche nei gesti quotidiani sempre uguali nel rifugio sulla riva dello Schwarzensee, lassù sulle montagne incantate del sud Tirolo. La signora Mali sgobba da mattina a sera insieme all’anziano malgaro e al giovane garzone e così la loro vita trascorre tra giorni sempre uguali. L’arrivo improvviso di due giovani turisti, che parlano tedesco e che dall’abbigliamento non sembrano affatto arrampicatori, turba la pace immota del paesaggio ma soprattutto interrompe la vita e i pensieri dei tre, abituati ad un silenzio profondo, come di tre solitudini parallele e contigue. Nella calma dei gesti, delle parole e dei pensieri dei due giovani, invece, un progetto preciso da realizzare; ma per ora non è ancora tempo, vogliono soltanto riposare una notte nella malga e poi arrivare ad Unterach. Poche ore condivise con i nuovi arrivati e i pensieri dei tre montanari si perdono dietro sogni ad occhi aperti: Mali ricorda con stanca nostalgia una notte di tanti anni prima nella prima malga dove ha lavorato, e un turista di passaggio che senza una parola aveva scaldato il suo letto e non era tornato mai più; Aloys, il vecchio malgaro, pensa che questi cittadini “erano singolari e preziosi emissari di quella seducente lontananza dove lui aveva troppo brevemente dimorato per esserne deluso e che già da diversi anni aveva ricominciato a nutrire le sue fantasie”; il giovane garzone, infastidito per essere costretto a portare i bagagli dei due verso la città, ignora le sensazioni sorprendenti che lo aspettano laggiù, nella locanda dove si fermeranno…

Pubblicato in duemila esemplari numerati nella collana Ocra Gialla dedicata a testi inediti e rari del Novecento, Lungo il cammino è il nuovo piccolo racconto di Lou Andreas Salomè che la casa editrice Via del Vento si impegna a far conoscere per la prima volta in Italia. L’inquieta scrittrice e psicanalista tedesca di origine russa, che ispirò Friederich Nietzsche e fece perdere la testa oltre che a lui a diversi altri intellettuali e pensatori dell’epoca, è stata infatti praticamente sconosciuta da noi fino alla pubblicazione di questi preziosi volumetti. Negli anni ’90 dell’800 Lou Andreas Salomè si dedicò con particolare interesse ai viaggi e alla narrativa e in questa fase pare proprio che siano stati i primi ad offrire linfa vitale alla seconda. Ne è prova questo piccolo scritto ambientato alla fine della primavera tra i luoghi ameni delle montagne e dei laghi del Tirolo. Non è un caso dunque che la bellezza del racconto sia racchiusa proprio nelle descrizioni dei paesaggi nelle quali lo sguardo alla natura è filtrato dalla lente dello stato d’animo e del vissuto. Ogni personaggio sembra avere un suo contesto naturale e ogni elemento naturale sembra, viceversa, simboleggiare un personaggio. D’altra parte la scrittura è evocativa e ricca di archetipi: il contrasto tra la vita in città e quella in natura, la nostalgia per uno stato perduto (che per ognuno è l’opposto di quello dell’altro), la sintonia con la natura circostante. Come racconta la curatrice Claudia Ciardi nella nota finale, gli spunti biografici sono evidenti: il marito di Lou, Carl Andreas, le aveva imposto un contatto con la natura “per una riscoperta del sé” e lei portò avanti questo insegnamento anche lontana da lui, durante la relazione col poeta Rainer Maria Rilke. In questa breve storia la cornice naturale sottolinea morbidamente gli archetipi riconoscibili tra i pensieri dei personaggi (evocazioni della giovinezza, momenti di felicità erotica rubati alla vita) che il lettore scopre di saper condividere; in quanto si tratta – appunto – di archetipi. La scrittura della Salomè, infatti, ha questo pregio, sondare le pieghe dell’animo umano anche quando non sembra che lo stia facendo. Sarà certamente questo il motivo per il quale l’opera di una scrittrice ottocentesca risulta sempre così sorprendentemente moderna, al di là delle storie che racconta.



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