L'uomo che inventò Fidel

L'uomo che inventò Fidel
1 dicembre 1956. Una piccola imbarcazione approda sulle coste sud-orientali di Cuba. A bordo, qualche decina di rivoluzionari capitanati da Fidel Castro provenienti dal Messico, dove hanno ricevuto un sommario addestramento militare. Il viaggio è stato difficilissimo, gli uomini sono stremati, le prospettive di successo sono scarse, e perdipiù le forze armate del dittatore cubano Batista sono all'erta, ansiose di far fuori il carismatico Fidel. Infatti un raid aereo accoglie lo sbarco del gruppo, ma Fidel e i suoi riescono a trovare riparo in una foresta di mangrovie. L'indomani, Batista annuncia al mondo che Fidel Castro è stato ucciso, e i giornali dedicano alla notizia le prime pagine. L'inviata a Cuba del New York Times, Ruby Hart Phillips, è molto dubbiosa sulla veridicità della notizia, ma non ha abbastanza influenza per fermare le rotative. Qualche mese dopo la giornalista viene avvicinata da un uomo che le confida che Castro è vivo e vegeto e vorrebbe concedere un 'intervista ad un giornale straniero: Ruby Hart Phillips contatta in tutta fretta New York, e a Cuba viene inviato Herbert L. Matthews, il decano dei corrispondenti di guerra. Nel segreto della Sierra Maestra Matthews conduce un'intervista memorabile che crea il mito di Fidel Castro, fa aumentare a dismisura le fila dei rivoluzionari, deprime il regime di Batista e in definitiva cambia il corso della storia. Questo crea intorno a Matthews molti malumori negli Usa...
I meccanismi del consenso, la libertà di stampa, il peso politico dei mass-media: ecco i temi di questo saggio, che fa luce su uno degli episodi più controversi della storia del giornalismo americano. Con grinta e talento DePalma, anch'egli corrispondente di punta del New York Times, ci porta indietro nella storia alle radici del mito di Fidel.

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