L'uomo di Galileo

L'uomo di Galileo
La festa per la nascita del figlio di Madame de Lesdiguières ha un epilogo nefasto: il bambino dato alla luce pochi giorni prima muore in circostanze misteriose. Ma i misteri legati a questa creatura sono ben più fitti: nessuno infatti ha assistito al parto e nessuno ha visto il suo corpicino senza vita. Siamo ad Aix-en Provence, è l’anno 1628: la madre viene accusata di ‘sostituzione di parto’ e contro di lei gravano pesanti accuse che la porteranno a doversi difendere in un processo pubblico che coinvolgerà i suoi vicini e servitori compresa Camille, la giovane nipote di monsieur Claude-Nicolas  Peiresc, un famoso sapiente, magistrato,  astronomo, bibliofilo, collezionista d’arte e grande uomo di cultura. La donna viene condannata, e per Camille è l’ora di chiarire le tante domande rimaste senza risposta; per lei inizia un vero e proprio percorso nell’erudizione guidato dallo zio. Camille - una giovane molto emancipata per i tempi - vuole diventare pittrice, e grazie a Peiresc entrerà in contatto con una cerchia di intellettuali, pensatori, matematici, filosofi e osteggiatori di Galileo. Per lui cercherà testi antichi non solo in Francia e questa ricerca la porterà fino a Roma dove incontrerà grosse personalità tra cui Gassendi, Bouchard, Torricelli e Galileo stesso. E proprio durante il suo viaggio in Italia tra Firenze, Siena, Arcetri, Roma assisterà al processo contro Galileo e sarà testimone delle macchinazioni politico-religiose del Santo Uffizio e delle sofferenze dello scienziato toscano...
Testo estremamente curato e di alto spessore culturale, sia chiaro. Si avverte fin dalle prime pagine la padronanza dell’autore non solo della storia, ma anche della filosofia e del pensiero dell’epoca. Il romanzo è impeccabile nel descrivere sia gli ambienti che i costumi, sia le abitudini che la mentalità dell'epoca, creando uno sfondo accuratissimo nel quale personaggi realmente esistiti, Peiresc in primis, si mescolano senza fatica ai protagonisti di fantasia. Emerge dalle pagine la passione per il sapere e il desiderio di conoscere e sperimentare, una passione che diventa contagiosa e spinge il lettore ad approfondire e a documentarsi sui personaggi, sulle vicende e sulle materie prese in esame. Ecco che astrologia, matematica, pittura diventano nuovi ambiti di riflessioni e possibilità di ricerca. L'uomo di Galileo abbraccia molti temi, tra i quali anche quello della giustizia, del diritto all’erudizione, della conoscenza che non deve essere appannaggio esclusivo della classe elevata né tantomeno essere osteggiata con pretesti religiosi. "Ecco che due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: Uomini di Galilea perché state a guardare il cielo?": questa citazione che anticipa il romanzo è la vera essenza del libro ed è un peccato che in Italia il titolo originario sia stato - seppur leggermente - cambiato.

 

 

 

 
 
 
 
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