L'Uomo Illustrato

L'Uomo Illustrato
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Nelle campagne del Wisconsin il protagonista si imbatte in un misterioso personaggio dal corpo coperto di tatuaggi particolarmente vividi e affascinanti. L’Uomo Illustrato sostiene che i tatuaggi sono stati effettuati nel 1900 da una vecchietta venuta dal futuro, e che hanno proprietà magiche. E infatti, uno ad uno, i personaggi tatuati sul corpo dell’uomo sembrano prendere vita e raccontano ognuno la propria storia...

Ray Bradbury è unanimemente considerato uno dei maestri di quel particolarissimo, meraviglioso genere letterario rappresentato dai racconti brevi di fantascienza della Golden Age. E L’Uomo Illustrato è una delle sue migliori antologie: contiene storie pubblicate tra il 1948 ed il 1951 su riviste quali Astounding, Collier’s ed Esquire, sedici racconti brevi tra i quali si nascondono veri e propri gioielli da riscoprire con piacere dopo più di mezzo secolo. Come una scatola di 45 giri riscoperti in una polverosa cantina, i racconti di Bradbury possono non essere al passo con i tempi dal punto di vista scientifico, infarciti come sono di ‘razzi argentei’, e ‘nastri magnetici mentali’, ma quando li ascolti, con i loro fruscii e i bassi che distorcono sprizzano energia, idee, creatività, glamour. E così si rabbrividisce all’aggressività dei bambini che difendono coi denti la loro cameretta immersa in una sanguinaria savana virtuale (ma non abbastanza) de La savana, si assiste attoniti alle differenti reazioni di fronte alla morte certa di un gruppo di astronauti alla deriva nello spazio in Caleidoscopio, ci si commuove di fronte alle emozioni dei coloni di Marte, tutti neri esiliati che progettano un’apartheid al contrario in A parti invertite, ci si perde nell’angoscioso diluvio senza fine della pallida jungla venusiana che fa da sfondo alla marcia senza speranza de La lunga pioggia, e così via. In quest’era di trekker è difficile immaginarci senza l’influenza che l’opera di Bradbury ha avuto sull’immaginario collettivo. Una potente influenza, grazie anche (oltre ai suoi celeberrimi romanzi, basti pensare a Cronache marziane) a 500 racconti, un centinaio di sceneggiature (tra le quali serie tv immortali e la magnifica riduzione cinematografica di Moby Dick di John Huston), decine di testi teatrali, saggi, articoli. Ancora adesso, alla veneranda età di 85 anni, Bradbury svolge almeno 50 letture pubbliche l’anno ed è consulente di enti governativi (la NASA, ad esempio) e riviste scientifiche. E continua ad essere, come sarà per sempre, un punto di riferimento essenziale per tutti gli appassionati di fantascienza.



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