L'uomo senza casa

L'uomo senza casa
Elia Contini è un investigatore privato che lavora a Lugano. Tuttavia - benché la Svizzera sia uno snodo centrale per gli intrighi politico-finanziari e nelle sue banche girino tanti soldi - Contini vive effettuando soprattutto pedinamenti di mogli presunte fedifraghe per conto dei loro sospettosi mariti. La sua agenzia si trova in un luogo incantevole, proprio a ridosso del lago, ma Contini, solitario per natura, ha scelto di abitare in un villaggio di montagna, vicino ai boschi dove si accoppiano le volpi che, come unico suo hobby, ama tanto fotografare. Una vita abbastanza ordinaria quindi, vivacizzata un po' solo nei rari momenti in compagnia di Francesca, la sua ragazza. Un giorno però Contini si ritrova invischiato in un intrigo che lo riguarda personalmente, ovvero l'allargamento del bacino della diga di Malvaglia, che vent'anni prima, per un'analogo motivo, aveva già causato l'esproprio della casa nella quale era cresciuto, in concomitanza peraltro con la misteriosa scomparsa di suo padre. In vent'anni molte cose si dimenticano, ma c'è sempre qualcuno per cui i ricordi sono importanti. E Tommi Porta, amico d’infanzia di Contini, per fare in modo che non sopraggiunga l'oblio è disposto anche ad uccidere...
Grazie a L'uomo senza casa Andrea Fazioli ha vinto il Premio Stresa di narrativa 2008: un risultato davvero lusinghiero per il giovane scrittore ticinese, giunto con questo lavoro pubblicato da Guanda al suo secondo romanzo. Del resto anche il suo esordio Chi muore si rivede, datato 2005 e pubblicato per l’editore Armando Dadò di Locarno, ottenne buoni riscontri, sia da parte del pubblico svizzero, che ha permesso al libro di arrivare alla sesta edizione e convinto la tv della Svizzera Italiana a realizzarne un adattamento per il piccolo schermo, sia da parte di un "addetto ai lavori" come il giallista milanese Gianni Biondillo, grande estimatore di Fazioli. Seguendo il detto "squadra che vince non si cambia", Fazioli anche in questa sua seconda prova riprende il personaggio di Elia Contini, l'investigatore privato protagonista di Chi muore si rivede, mantenendo anche l'ambientazione ticinese, uno dei punti di forza del primo romanzo. Tuttavia, anche se Contini è un investigatore privato, sarebbe sbagliato accostarlo a personaggi come il chandleriano Philip Marlowe o il Sam Spade di Dashiel Hammet. L'ispirazione primaria di Fazioli non è tratta infatti dal noir americano, ma da un certo tipo di letteratura "nera" ottocentesca, figlia della Scapigliatura milanese, il cui massimo esponente di lingua italiana è Emilio De Marchi. L'autore di romanzi come Demetrio Pianelli e Il cappello del prete viene omaggiato apertamente da Fazioli, che infatti sceglie di chiamare Emilio De Marchi il personaggio del commissario. Nel romanzo è presente anche un altro omaggio: il dottore consulente della polizia si chiama infatti Lamberti, proprio come il protagonista di Venere privata (e di altri tre romanzi) del maestro del giallo all'italiana, Giorgio Scerbanenco. Purtroppo però le buone ispirazioni non sempre riescono a produrre qualcosa di memorabile. Così accade per il romanzo di Fazioli. Seppur molto curato nella descrizione d'ambiente e dei personaggi, L'uomo senza casa sconta una certa trascuratezza nello stile, a tratti quasi scolastico, e una trama un po' farragginosa, che dapprima impone al lettore un incedere davvero troppo lento e dilatato, per poi passare, nella seconda metà del libro, ad un ritmo forsennato che, pur riuscendo a far alzare di parecchio la suspense, si disperde nuovamente nel finale. Tuttavia a favore di Fazioli gioca sicuramente la giovane età, che, a fronte di qualche ingenuità odierna, lascia sicuramente ben sperare per il futuro.

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