Lussuria

Lussuria
"Soddisfatto e sollevatissimo, stava fumando la tradizionale sigaretta post coitum, quando lei lo ha guardato e gli ha detto: E nel culo, non me lo metti?" Quando i giornali diffondono la notizia che lo scrittore João Ubaldo Ribeiro ha intenzione di scrivere un libro sul peccato della lussuria, una mano misteriosa deposita nella portineria del palazzo in cui vive Ribeiro un plico contenente un manoscritto. L'ignoto autore si firma CLB, e sostiene di essere una donna di Rio de Janeiro di circa settant'anni: il manoscritto racconta una vita di esperienze lussuriose senza limiti né ipocrisie, ed è intitolato La casa dei Budda beati in onore di un tempio in Oriente che contiene - pare - una gigantesca statua di un uomo e una donna impegnati in un acrobatico amplesso, anche se il titolo originario era Memorie di una libertina, spiega CLB in una sorta di introduzione al racconto delle sue spericolate esperienze sessuali...
Alla Bienal do Livro di Rio de Janeiro si parla ancora con ammirazione e un po' di malcelato imbarazzo della memorabile edizione del 1999, quella in cui João Ubaldo Ribeiro, stimato scrittore brasiliano amatissimo dalla critica di tutto il mondo, presentò questo romanzo, destinato a vendere milioni di copie in tutto il mondo (ma misteriosamente a giungere in Italia solo ben sette anni dopo). Quella che in gergo editoriale si definisce 'marchetta' (leggasi libro smaccatamente commerciale scritto da autore usualmente invece impegnato in ben altre fatiche e pubblicato per fare cassa)? Si può più che ragionevolmente sostenere di no. Perché il romanzo di Ribeiro è tutt'altro che di facile lettura sia per lo stile magmatico, da flusso di coscienza, sia perché letteralmente infarcito di riferimenti alti e citazioni ricercatissime, che si alternano senza soluzione di continuità a torride sequenze che lo stesso autore ha avuto modo di definire - con ammirabile sincerità - pornografiche. Ma attenzione, i lettori in cerca di facili eccitazioni resterebbero delusi dall'approccio 'colto' di Ribeiro, che è lo stesso - per dare solo qualche coordinata - di Georges Bataille, Una Chi, Catherine Millet. Lussuria (perché non intitolarlo La casa dei Budda beati? Ah già, immagino) è stato anche adattato per il teatro, ed è diventato il monologo-cavallo di battaglia della celebre attrice brasiliana Fernanda Torres. Beati i Budda beati.

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