Luz

Luz
"Il tuo cuore morirà due volte. E tu morirai sottoterra". L'italo-messicano Homero detto Bordel è un ex, in molti sensi. Ex ufficiale della Marina, ex agente segreto NATO, ex uomo d'affari, ex assassino, ex marito di Luz Valdivia de Sur, ex traditore di una moglie amatissima. Si è trasferito a L'Avana, pieno di dolori e rancori, e ora vive con una giovane giocatrice di pallavolo (e a sua insaputa spia), Ada. Ma pensa spesso a Luz, che lo ha lasciato per interesse, mettendosi con un potente uomo d'affari ginevrino, tal Morfini. E pensa alla ragazza argentina uccisa alle Falkland, e all'incidente che gli ha bruciato la carriera. Quando la polizia castrista con una retata sbatte in carcere decine di 'dissidenti', tra i quali numerosi amici di Homero, e a Cuba arriva Zeno Pardi, un giornalista milanese con la carriera rovinata da uno scandalo finanziario, Bordel inizia a concepire un piano clamoroso...
Se i romanzi d'esordio iniziano ad essere così, vuol dire che nell'ambiente letterario italiano sta succedendo qualcosa. Qualcosa di grosso. Luz non è solo complesso, profondo, articolato, ben contestualizzato: è scritto da dio. Qualunque cosa ci fosse ad impedire a Garbarino di mettere tra parentesi per qualche ora al giorno la sua professione di giornalista prima e di direttore di un’agenzia di comunicazione finanziaria poi per dedicarsi alla scrittura, meno male che ora non c'è più.

 

 

 

 
 
 
 
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