Ma la divisa di un altro colore

Ma la divisa di un altro colore
Antonio è un contadino friulano. La sua è una famiglia numerosa a cui è molto attaccato. Carlo invece è un elettricista romano, un uomo concreto, in gamba. Siamo all'inizio del 1915: l'Italia è entrata in guerra e questi due uomini si trovano spalla a spalla in trincea. Per Antonio la guerra è pochi chilometri da casa oltre le montagne, una guerra di cui nessuno capisce bene la necessità, una guerra vicina ma lontana dalla sua realtà contadina. In trincea è vietato fare amicizia, la perdita di un amico sarebbe troppo dolorosa e Carlo ne è conscio, ma Antonio gli salva la vita ed il loro rapporto di compagni d'arme cambia: pur così diversi, si ritrovano amici. Dopo la guerra le loro strade si dividono, con l'illusione condivisa che le condizioni di vita migliorino, ma questo non accade. L’Europa vede la nascita del nazifascismo: Antonio diverrà sindacalista abbracciando le idee rivoluzionarie, mentre Carlo seguirà l’ideale  fascista. Per i due uomini il destino sembra segnato. Uno esule in Francia, l'altro sposato in Italia...
Un lungo romanzo che attraversa quattro conflitti, dalla Prima Guerra Mondiale alla Guerra Civile spagnola, dalla Seconda Guerra Mondiale alla guerra di Liberazione, raccontando la vita di uomini e donne che muoiono senza un vero motivo. Una storia che insegna a credere negli ideali, nel rispetto, nella lealtà che spesso non è in chi muove le fila degli eventi. Un libro appassionante, impegnativo ma scorrevole che ripercorre quaranta anni di storia italiana narrata con intelligenza dall'autore, che mette in evidenza le radici dei protagonisti e la condanna definitiva della guerra fatta passare come necessaria, ma in realtà solo gratuitamente crudele e strumento di morte per gli ultimi nella  graduatoria sociale.

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