MAAM

MAAM
Sin da piccole ci è stato inculcato che occuparsi in maniera completa dei propri figli e realizzarsi pienamente nel lavoro siano due aspetti della vita perennemente in conflitto e irrimediabilmente inconciliabili fra loro, tanto che alla fine abbiamo creduto veramente che il nostro destino fosse necessariamente operare una scelta: la famiglia o la carriera. E così, a tutti i livelli, la maternità è diventata una scelta sempre più impegnativa, sempre più ponderata, quasi una sfida più che un evento “naturale”. D'altro canto, la società non aiuta in alcun modo le donne nel superare questa impasse, perché i servizi sono ancora carenti nel rispondere alle esigenze delle famiglie ed anche perché – parliamoci chiaro – nella maggior parte delle aziende la maternità viene ancora vista come un ostacolo, un handicap, e comporta un inevitabile rallentamento della carriera lavorativa della neomamma  che si ritrova spesso imprigionata “in un part-time che è nella testa dei nostri capi ancora prima che nei loro orologi”...
Il progetto MAAM ci illustra una terza via: quella della maternità come master, come esperienza formativa unica e come grande opportunità di attingere a competenze non riconosciute ma preziose dal punto di vista manageriale. Partire “dall'esperienza della cura per cambiare il mondo” ed in particolare il mondo del lavoro. I due autori ci hanno creduto fin dall'inizio, tanto che MAAM (Maternity As A Master) è diventato davvero un master, un insieme di percorsi formativi per mamme lavoratrici in congedo di maternità. Essere mamma ti predispone naturalmente ad un ruolo di leader in quanto devi: avere cura dei tuoi figli e del “nido”; prendere decisioni – anche difficili – in poco tempo; saper gestire i mille impegni dei tuoi figli ed affrontare nel miglior modo possibile le crisi; ottimizzare i tempi; ascoltare, redarguire ma anche motivare. Ma soprattutto, la mamma deve aver una “visione”, un progetto a lungo termine per i propri figli e per il loro futuro. Tutto questo fa delle madri – ma, ci tiene a sottolinearlo la Zezza, qualsiasi persona che svolge un lavoro di cura (agli anziani o agli ammalati) – delle “natural born leader”. Sembra utopia, eppure già diverse aziende italiane – Nestlé e Pirelli, solo per citarne alcune – hanno aderito al progetto MAAM. Che si assista finalmente nei prossimi anni ad una inversione di tendenza?

 

 

 

 
 
 
 
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