Macbeth

Macbeth

Un poliziotto dall’animo violento e nero e dalla vita complicata, abbandonato da bambino, cerca la sua rivincita e la sua occasione in una città altrettanto allo sbando, dal clima angosciante e piovoso e dove la crisi economica e sociale degli anni ’70 ha portato delinquenza, degrado e corruzione. Macbeth è a capo di una squadra di agenti impavidi e pronti a tutto proprio come lui e che lo vedono e lo considerano già un leader. Una sera Macbeth e la sua squadra decidono di fare una retata nell’area del porto cittadino e sgominare una delle piazze di spaccio e di traffico illecito più importante in città e retta da uomini pericolosi, senza scrupoli e dal grilletto facile. Non è un’operazione semplice, i rischi sono tanti ma Macbeth ‒ ex tossico redento solo in parte e poliziotto borderline in una società arrabbiata e violenta quanto lui ‒ è pronto a tutto pur di fare carriera e farsi notare dalle alte sfere. Una sete di ambizione e di successo smisurati che avranno non poco peso sull’esistenza e sul futuro del poliziotto più audace e in gamba che la città abbia mai visto negli ultimi anni. La promozione ambita è quasi tangibile. Macbeth comincia a essere orgoglioso di sé stesso. Il rispetto e il potere, però, sono sempre armi a doppio taglio e il fine a cui portano non è mai così scontato…

“Il capitalismo è la mia religione e il libero mercato il mio unico credo”. In Macbeth, ultima eccellente fatica letteraria di Jo Nesbø, il filo conduttore che muove ogni singolo personaggio è l’ambizione. Accanto a essa c’è il potere. In un mondo che si sbriciola sotto i pesanti colpi di una grave crisi economica avere successo e occupare una posizione di forza può anche salvarti la vita. Per questo tutte le figure presenti nel romanzo seguono una loro etica personale e un loro determinato scopo. L’autore presenta ai lettori un lavoro letterario socioeconomico da manuale di psicologia dove nell’animo del protagonista, nelle sue aspirazioni e nei suoi timori quasi ognuno può riconoscersi. Pagina dopo pagina le paranoie e gli stati d’animo di Macbeth creano quella tensione positiva che affascina inesorabilmente il lettore e dove la sete di riscatto personale è quasi un altro personaggio a cui dare del tu. Il senso del thriller si basa su questo. Una storia dalle tinte scure perché tutti i personaggi del libro lo sono a loro volta. Eppoi c’è la scrittura di Nesbø: raffinata, ricca di sfumature, matura, coinvolgente. Leggere i suoi romanzi non è mai soltanto un piacere ma insieme assistere a un esercizio di stile, apprendere come si costruisce un ottimo libro in cui ogni tassello dalla trama, all’espressione, dai dialoghi ai personaggi è realizzato con la cura che solo un grande scrittore riesce ad avere, anche dopo infinite pubblicazioni.



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