Mai avere paura

Mai avere paura

Marsiglia, 15 agosto 1994. È una calda giornata d’estate quando un uomo scende dalla sua Alfa 33 verde pistacchio, saluta sua moglie e i suoi due figli e si dirige verso il centro di arruolamento della Legione straniera. È italiano e ha trentasette anni. Si chiama Danilo Pagliaro e la sua vita è giunta ad un punto di non ritorno. Ha avuto occasione di entrare nella Guardia di finanza ma all’ultimo si è rifiutato perché non voleva essere raccomandato da suo padre. Poi ha iniziato a fare diversi lavori: prima in un hotel, poi guardia giurata e venditore di enciclopedie. Voleva una vita eroica ma si è ritrovato impantanato nella più classica delle esistenze borghesi. La svolta arriva nel 1990 con lo scoppio della Guerra del Golfo: l’Italia sta partecipando ad un conflitto armato e lui si sente un uomo inutile che per vivere fa il piazzista. Un giorno, mentre guarda la televisione, sente che la Legione straniera sta partendo per il fronte. È un’epifania, la prima scintilla. Inizia a informarsi; legge libri. Nel 1992 si trasferisce in Francia con la famiglia: un nuovo inizio. Ma non si sente ancora un uomo realizzato e il tarlo della legione lo assilla sempre di più fino alla decisione di arruolarsi, o almeno provarci, dato che entrare a far parte della Legione straniera e conquistare il celebre képi blanc non è cosa facile. Ora si trova nel centro di arruolamento e un caporal-chef sta scribacchiando qualcosa su un modulo. Gli hanno tolto i documenti e il fatto che sia sposato e abbia due figli non conta più. La vita di prima viene cancellata con un colpo di penna: non si chiama più Danilo Pagliaro. Ora è Pedro Perrini, aspirante legionario…

Ventidue anni passati nella Legione straniera. Mai avere paura è la prima testimonianza di un legionario ancora in servizio scritta a quattro mani da Danilo Pagliaro e dal giornalista freelance Andrea Sceresini, autore di inchieste e reportage di guerra pubblicati su “Il Foglio”, “La Stampa”, “Il Fatto quotidiano” e “L’Espresso”. Un lungo racconto che parte da quel 1994 in cui un uomo di trentasette anni fa una scelta estrema e decide di arruolarsi in uno dei corpi militari d’elitè più importanti del mondo: un percorso irto di ostacoli, perché nel momento in cui si decide di indossare il képi blanc si rinuncia alla propria esistenza e ci si dedica anima corpo alla legione. Quella di Pagliaro è una testimonianza importante, scevra di fanatismi di ogni sorta perché, afferma l’autore, «non è un gioco, non stiamo guardando un film o giocando con la Playstation. Questa è la storia non di un soldato pentito o di un killer alla ricerca di un nuovo perdono ma di un padre di famiglia che per dare un nuovo senso alla sua esistenza decide di arruolarsi nella Legione straniera». Una storia che parla di addestramenti, marce estenuanti, uso delle armi e operazioni rischiosissime, come quelle in Camerun, Gibuti e Repubblica Centrafricana. Ma anche di sentimenti quali la fratellanza, l’onore, il rispetto, la fedeltà. Nelle pagine di Mai avere paura, oltre a dare utili informazioni a chi volesse intraprendere la carriera del legionario e prendere la distanze dai cosiddetti “legionari da tastiera”, Pagliaro si mette a nudo, descrivendo un uomo che vuole semplicemente trovare la propria dimensione e fare il proprio dovere, senza facili scorciatoie. Nessun falso eroismo, dunque; nessun superomismo o sacrificio inutile: solo la necessità di raccontare una realtà attorno alla quale si sono create molte false leggende. E in queste pagine l’autore trova anche spazio per criticare una società che sta man mano perdendo i propri valori rinunciando alla propria identità, a favore di una mollezza diffusa; una società che si regge sulla corruzione e sulle parole vacue perché «viviamo nell’epoca dell’estrema coglionaggine». L’antidoto è, dunque, ritrovare sé stessi, le proprie tradizioni, il rispetto, il senso di appartenenza e soprattutto, davanti ad ogni avversità, proprio come un legionario davanti al suo nemico, mai avere paura.



 

 

 

 
 
 
 

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