Mai fermarsi

Mai fermarsi

Barbara è una bambina degli anni ’50 cresciuta in una grande famiglia estesa a parenti e amici, in una Roma elegante e danarosa. Le regole, l’ordine sono retaggio dell’educazione di stampo gesuita che le forgia la mente e la personalità. Diventa orfana di padre poco dopo essersi laureata e subito dopo comincia la sua vita lavorativa. Ha sempre un amico o un’amica importante che può aiutarla e sostenerla anche nei momenti peggiori. Ha una vita intensa e comincia giovanissima a frequentare le redazioni delle testate giornalistiche più note, con incarichi sempre più importanti. Grazie a quel lavoro di giornalista apprezzata e impegnata viene a contatto con i personaggi più rilevanti della vita politica, dell’industria e dello spettacolo degli anni ’80 e ’90. Conosce Francesco Rutelli, giovane segretario del Partito radicale e la loro storia d’amore e condivisione si rinsalda con la nascita e l’adozione di figli. Intorno a lei ruotano e sono parte della sua vita tantissimi personaggi del bel mondo molto conosciuti, che per lei sono amici, colleghi, intervistati. Il mondo di Barbara si esprime nella saldezza dei suoi valori e nella continua ricerca di qualcosa per cui valga la pena di lottare e dare il proprio contributo, una causa per la quale spendersi, senza mai allontanarsi dalla famiglia, dal suo ruolo di madre e di compagna di vita…

L’autobiografia racconta i tratti salienti della vita vissuta fino ad ora dall’autrice, famosa giornalista e conduttrice radiofonica e televisiva, che compiuti i sessantacinque anni si ferma e guarda il percorso che ha fatto fino ad ora. Un ripescare nei ricordi della sua vita a partire dall’età infantile, raccontati con toni gentili e delicati. Un soffuso e delicato raccontare dei sentimenti più intimi come l’amore per l’uomo di tutta una vita, l’amore indiscriminato per i figli, la dolcezza dell’essere nonna, l’amicizia oltre la morte. Molto piacevoli gli aneddoti e le descrizioni di luoghi e ambienti vissuti. La narrazione è ricca di spunti in cui traspaiono le idee e le opinioni della Palombelli su tematiche molto importanti, come l’educazione dei figli, l’amore, i rapporti familiari, il senso del dovere, la deontologia del lavoro, il femminismo, la vecchiaia, avvolti in una soffusa bonaria ironia. Un poco noiose le elencazioni degli amici frequentati, dei colleghi e dei cani di famiglia che vengono nominati uno per uno. Reticente la Palombelli - con tanto di puntini di sospensione stile “omissis” - su molti argomenti scottanti di natura politica. Il quadro che ne nasce è quello di una donna forte, intensa, con grandi ideali e valori che si incarnano nel rispetto per la vita degli altri, per il dono altruistico, per la capacità di donarsi e di creare relazioni. La scrittura è giornalistica, quanto basta per tenere sotto controllo una massa di contenuti e situazioni, per riassumere in pochi tratti, in poche righe narrate una vita intensa e non solo quella della protagonista, ma di tutte le persone che vivono con lei e vicino a lei, che entrano a vario titolo nel suo spazio vitale, privato e pubblico.



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