Manuale di redazione medico-scientifica

Manuale di redazione medico-scientifica

Quali competenze sono necessarie e quali utili per redigere o editare un testo di Medicina e/o tradurlo? È un lavoro riservato a un laureato in Medicina, Farmacia o Scienze Biologiche o invece serve una figura professionale che disponga degli strumenti linguistici lessicali e tecnici di chi lavora nell’editoria? Chi sono i “medical editor”, i “medical writer” e i “giornalisti scientifici”? Quali sono i testi di riferimento sull’argomento, cartacei o sul web? A quali marchiani errori di traduzione può condurre una scarsa conoscenza dell’Inglese e dei termini tecnici (per esempio, sicuri di sapere la differenza tra effetto collaterale, evento avverso e reazione avversa?)? Quali sono le principali regole di ortografia, grammatica e punteggiatura alle quali un redattore non può derogare? Come si compila una bibliografia e un indice analitico? Che cos’è PubMed? Come orientarsi nel complesso mondo della Statistica medica? Come realizzare abstract, poster e presentazioni per congressi, meeting e lezioni che coniughino eleganza e chiarezza?

A rispondere a questi quesiti arriva l’agile manualetto firmato da Tiziano Cornegliani (esperto medical writer e docente di Tecniche di redazione scientifica al Master “Professione Editoria cartacea e digitale” dell’Università Cattolica di Milano) e Cristina Rigutto (docente al Master in “Comunicazione delle Scienze” dell’Università di Padova, speaker professionista e curatrice del blog TuttoSlide). Uno strumento di lavoro prezioso soprattutto per chi si trova a scrivere o parlare di Medicina e Scienza pur non essendo un vero e proprio medical editor, con una preparazione tecnica specifica: giornalisti, web editor, blogger, speaker radiofonici. Ma anche per i medici specialisti, categoria che troppo spesso abdica alla precisione, alla chiarezza e al buon gusto quando redige un testo o un kit di slide ritenendo erroneamente che la preparazione scientifica sia sufficiente per svolgere al meglio tali attività. Gli addetti ai lavori non potranno non guardare con simpatia all’iniziativa, da definirsi benemerita vista la diffusa sciatteria che regna nell’ambito della comunicazione sulla salute: ambito peraltro assai delicato, nel quale la precisione non è mai troppa. Per un medical editor come il sottoscritto, poi, vale l’acquisto del volume — e un applauso commosso — già soltanto la puntualizzazione sullo scellerato uso dei termini “morbidità” e “comorbidità” in luogo dei corretti “morbilità” e “comorbilità”, perché come scrivono Cornegliani e Rigutto: “Attenzione: questa è una scelta alla quale non bisogna derogare, nonostante l’uso di morbidità sia frequentissimo e anche difeso. Morbidità è un termine che non esiste ed è pertanto sbagliato”. Insomma una sintetica ma indispensabile guida che potremmo tradurre in slogan modificando la stupenda citazione di Mark Twain posta in esergo, “Fai attenzione quando leggi un libro di Medicina. Potresti morire per un errore di stampa”, in: “Fai attenzione quando editi un libro di Medicina. Potresti far morire qualcuno per un errore di editing”.



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