Manuale per non impazzire

Manuale per non impazzire
Racconti, pensieri, riflessioni, libere associazioni di parole su: amore, morte, l'uomo, la pazzia, Dio e le farfonse (genia disgraziatamente estintasi, non si sa bene per mano di chi). Il primo racconto, "Dio e La Creazione", è una sorta di genesi gucciniana in cui si evidenzia l'umoralità di Dio nella creazione del mondo delle cose e di queste ultime essendo create da Dio e dunque somigliandogli quel tot, molto divertente. "Sanders incontra l'Amore" è un racconto su quanto c'è di beffardo e inaspettato al mondo: l'amore, la morte, ma niente o poco a che vedere con i freudiani eros e thanatos. In "Schmeer", ne "Il problema di Ryker" e in "Timing" si parla di ossessioni e paranoie oppure ossessioni paranoidi, o più semplicemente o ancor più complicatamente dell'impazzire, di ciò che non ti permette di portare avanti la tua vita nel modo in cui tu avevi scelto di viverla, qualunque essa sia, oppure che una precedente ossessione aveva scelto per te. L'ultimo dei racconti è "Timmy e il deserto", il cui tema centrale sono le scelte, le strade prese e percorse che alcune volte cadono in contraddizione con sé stesse perché non portano a niente, almeno secondo l'ottica di Tim...
Settantacinque pagine compresa la thanxlist, ottantuno se contiamo l'indice, le pagine bianche e la copertina. È concentrato, ma non è compatto. È semplicemente impossibile da riassumere, ma si può comunque provare a raccontare di cosa parla. Prendo in prestito le parole dell'autore che si possono trovare nell'introduzione (che si raccomanda di non saltare a piè pari, ma che ben presto lui stesso si stancherà di scrivere) dove dice: "è un non-libro che contiene più che altro ovvietà, o quelle che a un occhio accorto dovrebbero manifestarsi come tali". Il titolo recita Manuale per non impazzire, ma come ci fa notare Riccardo Goretti sarebbe più appropriato un altro titolo: Manuale per impazzire correttamente oppure Manuale per meritarsi di impazzire citando C. B. su Nietzsche. Questo non-libro con una non-struttura è un'insieme di pensieri e parole legate dalla storia personale dell'autore, ma come Goretti fa notare questa storia è un filo talmente sottile che diventa trascurabile nell'avvicinarsi alla lettura. I sedici capitoli sono altrettanti colpi di flash che nell'illuminare ciascuno una porzione d'immagine vanno a comporre una fotografia di chiazze di luce e ombre. È un manuale anomalo, è per chi è già strutturato ed è pronto a scomporre i pezzi del proprio puzzle.

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