Mare di papaveri

1838. Da Baltimora verso Cape Town la Ibis percorre a vele spiegate la sua rotta. Arrivati in porto la ciurma stremata abbandona il veliero. Chi lo condurrà verso Calcutta, dove Benjamin Brightwell Burnham attende ansioso il rientro della nave per utilizzarla nel commercio di oppio e coolies? Il carpentiere Zachary Reid, aiutato da una ciurma di lascari – pirati di mare di etnia afro-asiatica e dal linguaggio incomprensibile – porterà a termine il viaggio. A Calcutta un complicato intreccio di circostanze legherà le sorti di molte persone al nuovo viaggio della Ibis verso le isole Mauritius...
Amitav Ghosh – scrittore e giornalista originario del Bangladesh, con alle spalle studi di Antropologia sociale ad Oxford – costruisce in modo geniale una macro-narrazione composta per micro-eventi: in cui lo sfortunato destino di una coppia di contadini, una ciurma di divertenti pirati, le vicende di un rajah in rovina, le fortune di un colonialista inglese, una coppia di fratellastri divisi da lutti familiari e molto altro ancora si intrecciano perfettamente all’interno dell’opera. Stregati dalla semplice complessità dell'insieme, guidati da un narratore brillante ed eccellente, ci lasciamo trasportare ben volentieri in questo primo viaggio immaginario nell’Oceano Indiano, attendendo con ansia le prossime avventure (Mare di papaveri è il primo capitolo di una trilogia), che ci condurranno con ogni probabilità verso le rotte cinesi, per diffondere il credo del Libero commercio.

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