Mariani e le porte chiuse

Mariani e le porte chiuse

Il commissario Mariani è stanco. Ne ha viste tante in vita sua, e l’incidente che avrebbe potuto costargli la vita è soltanto l’ultima. «Canadese? Fino a poche settimane fa, canadese era la tenda compagna di viaggi spartani e felici, mentre ora è una stampella». Lo sconforto sta per prendere il sopravvento, ma Francesca, sua moglie, non ci sta: deve tornare a vivere; o tornare a essere single. Non resta che andare avanti, insomma. Magari con l’aiuto di Cavanna, giornalista e amico di vecchia data: forse insieme a lui riuscirà a ricostruire la fosca vicenda che ha portato allo scioglimento della sua squadra. Brutta faccenda: Attilio Salvago, notabile genovese, è stato ucciso e dell’omicidio è accusata la collega Lorenza Petri; donna che - come tutti - avrà i suoi difetti, ma che di certo non è stupida e, soprattutto, non è tipo da prendere cantonate grossolane in un’indagine, per superficialità o incompetenza. Se i due sono arrivati tanto ai ferri corti, deve aver avuto un motivo ben più che valido. Purtroppo però ci sono cose che, quando fai il mestiere dl poliziotto, non ti puoi proprio permettere: se solo non si fosse lasciata coinvolgere tanto dal punto di vista personale, al punto di ricevere nei suoi confronti un’ordinanza restrittiva…

Il commissario Mariani non è più quello di una volta. Era giovane, agile ed entusiasta quando arrivò a Genova per il suo primo incarico, in Morte a domicilio. Da allora l’età è avanzata, e con essa tutte le complicazioni della vita personale e familiare, dalle preoccupazioni per la madre che invecchia a sua volta al rapporto burrascoso con la moglie, che guadagna più di lui, e con le figlie, nei confronti delle quali si sente certe volte un estraneo se non addirittura un intruso (in una scena eloquente al riguardo, cerca un computer da usare per delle ricerche: ma i tre che ha a casa sono tutti protetti da password note solo alle donne di casa…). Un personaggio che l’autrice - tradotta in Germania per i tipi della Goldmann - porta avanti dal 2002, in ben 15 romanzi (dal citato Morte a domicilio a questo, passando per Primo, del 2008, prequel dell’intera serie), tutti ambientati a Genova (con piccole puntate fuori, da Palermo a Malaga). In Mariani e le porte chiuse il commissario si trova ad affrontare - e ne farebbe volentieri a meno - i fantasmi assopiti dentro di sé, con i quali dovrà fare bene i conti, in profondità, nel corso di un’indagine in cui la fatica della ricerca si accompagna alla fatica della ricostruzione di sé, fisica e psichica; l’unione delle quali - con sorpresa sua e del lettore - alleggerisce il suo compito, anziché aggravarlo.



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