Masse armate ed esercito regolare

Negli ultimi 5000 anni, più di 10.000 guerre - contando solo quelle di grande portata – hanno segnato la storia della società divisa in classi. L’esercito è lo strumento mediante il quale si esercita la guerra, e “la natura di classe dello Stato decide della natura sociale dell’esercito e della sua vocazione”: sono esistiti quindi eserciti di Stati schiavisti, di Stati feudali, di Stati capitalisti, ognuno con le sue peculiarità. Come potrebbero le masse oppresse opporsi a una forza militare organizzata senza anch’esse dare vita a delle formazioni altrettanto efficienti e aggressive? Lo spontaneismo insurrezionale ha ottenuto risultati importanti nel corso della storia, ma davanti a un esercito alla fine non può che soccombere. L’avvento del marxismo ha modificato questo stato di cose, portando alla nascita di “organizzazioni armate di natura rivoluzionaria e nettamente popolare”. E con la nascita di Stati socialisti “ha fatto per la prima volta la comparsa nel mondo un tipo di forze armate assolutamente nuovo: si tratta di vere e proprie forze armate popolari, dello Stato della dittatura del proletariato”. Ma quale deve essere la natura di un tale esercito? Marx, Engels e Lenin hanno analizzato la questione dell’armamento e dell’organizzazione delle masse rivoluzionarie. In Vietnam questo processo ha radici antiche: ripetute guerre di resistenza a invasori stranieri hanno forgiato il popolo vietnamita sin dal Medioevo. Risale al XIII secolo, ai tempi dell’eroe nazionale Tran Quoc Tuan, il motto emblematico “Tutto il popolo è soldato”...

Dopo la prima edizione del 1975 torna in libreria un saggio che è stato uno dei testi di riferimento della galassia extraparlamentare (oggi diremmo antagonista) italiana. Certo, la situazione è molto diversa: allora Saigon era caduta da poche settimane, e la vittoria della pulce vietnamita contro il gigante imperialista statunitense aveva suscitato viva emozione nei cuori e nelle piazze. Protagonisti di quella impresa militare sorprendente erano stati il leader politico Ho Chi Minh e per l’appunto il generale Giap, autore di questo saggio. Giap era già una leggenda dal 1954, quando spazzò via a Dien Bien Phu - con una battaglia campale e di trincea - le truppe del generale de Castries causando una crisi politica profonda in Francia che la fece svoltare a sinistra cambiandone la storia. Ma è con la estenuante guerriglia nella giungla che si è piantata come un chiodo nell’immaginario collettivo americano (basti pensare agli innumerevoli libri e film sulla guerra del Vietnam), con “la lotta della tigre contro l’elefante” che Giap compie il suo capolavoro militare. Una strategia vittoriosa che ha un background culturale, storico e politico che è esattamente l’argomento di questo saggio, forse un po’ scolastico nello svolgimento ma senza dubbio suggestivo.



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