Meglio nudi che inquinati

Meglio nudi che inquinati

Per ragioni estetiche e per dinamiche industriali ed economiche che sostengono la moda, quasi tutti ci siamo adattati ad indossare capi che non solo sono inutili per il fine primo e concreto dell’abbigliamento (coprirci, ripararci dal caldo eccessivo o scaldarci dalle temperature fredde) ma addirittura recano con sé piccoli ma potenti disagi che, se sommati all’aria che respiriamo colma di particelle inquinanti e ai cibi con conservanti e coloranti, possono dar luogo a vere e proprie patologie. Non solo, anche la forma e la struttura di alcuni abiti possono non essere adeguati per un indosso prolungato nel tempo. A partire dal corsetto, utilizzato solo poche centinaia di anni fa, che costringeva in modo malsano le donne, che ne soffrivano, ma che si sacrificavano a tale pratica per seguire la moda dell’epoca: a ciò non a caso si ribellarono in molti, dando luogo, nel 1881, alla Rational Dress Society, una società che si poneva l’obiettivo di boicottare, in nome della moda, abiti ed indumenti che potevano in qualche modo nuocere alla salute di chi li indossava. Un tema quanto mai attuale già a partire dalla Rivoluzione Industriale, ma tanto più oggi, con il diffondersi sempre più capillare di tessuti sintetici e metodi di tintura e lavorazione non sempre ottimali...

 

 

Anne Marie Clement e il marito Brian sono una coppia nella vita e negli affari: gestiscono infatti da più di trent’anni l’Hyppocrates Health Institute, un centro olistico situato in Florida, che offre cure e sostegno occupandosi dell’individuo a 360 gradi, utilizzando rimedi naturali, scovando ogni potenziale causa di stress. E, se ormai siamo bombardati da trasmissioni ed articoli sul mangiare bene e sugli effetti benefici che una sana alimentazione può apportare al nostro fisico e alla nostra mente, ormai è già tempo di passare al gradino successivo. Infatti, se la massima “siamo ciò che mangiamo” del filosofo Ludwig Feuerbach vi ha già convinti o esasperati, questo libro vi spronerà ad un cambio vita al suono di “siamo ciò che indossiamo”. I due autori, infatti, passano in rassegna i nostri abituali capi per svelarci, mano a mano, quali tessuti possono crearci fastidi (dermatiti, stress muscolare), orientandoci verso fibre naturali e più sane. Quindi si soffermano sulle tossine presenti negli stessi abiti per i vari processi chimici di tintura e pulitura cui sono sottoposti e che spesso non sono chiari per via del segreto aziendale. Un manuale rapido, snello, che può essere un punto di partenza per uno studio su questo davvero interessante ed ampio argomento. Alcune pecche sono una leggera superficialità e il fatto che sia molto incentrato sulle leggi americane. Nota super positiva: consigli pratici su come lavare e trattare i tessuti, sui siti da consultare (anche in italiano) per i futuri acquisti più consapevoli. Per noi donne, un intero capitolo incentrato sul reggiseno.



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