Mele bianche

Mele bianche
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

Vincent Ettrich è un consulente creativo, un pubblicitario. Donnaiolo e con alle spalle un matrimonio fallito. Quando incontra Coco sa come comportarsi, come conquistarla. Una sera, a cena con lei, incontra un suo collega, Bruno Mann. Sembra un incontro del tutto fortuito, ma proprio in quel momento Vincent riceve una telefonata della sua ex moglie. Deve dargli un brutta notizia. Bruno Mann è morto. Ma come? Vincent lo ha salutato pochi minuti prima! Improvvisamente Vincent si risveglia nel suo letto. Un cambio di scena improvviso. Accanto a lui, Coco e sul collo di lei un tatuaggio mai visto prima, la scritta “Bruno Mann”. Coco non sembra per nulla stupita. Sembra saperne molto, al contrario. Parla a Vincent dell’ospedale, di quando lui era ammalato. Purtroppo Vincent non ricorda nessuno di questi eventi. A quanto pare anche Vincent è morto, eppure è tornato indietro. Qualcosa nel ciclo dell’esistenza è andato storto. C’è anche una lettera di Isabelle Neukor, una delle donne più importanti della vita di Vincent, deve vederlo al più presto, deve assolutamente spiegargli delle cose…

Se mai vi dovesse capitare di ritrovarvi in una realtà parallela oppure di svegliarmi accanto a qualcuno che non conoscete o di fare una bella chiacchierata con un Bull Terrier parlante o, più semplicemente, se qualcuno vi chiedesse come si naviga su di un mare di legno, un qualsiasi libro di Jonathan Carroll potrebbe esservi di grande aiuto. E Mele bianche non fa eccezione. Pubblicato in Italia per la prima volta quasi 15 anni fa, Mele bianche è un’opera che condensa le caratteristiche più ricorrenti della poetica di Jonathan Carroll. Due sono le principali istanze di merito: la prima la grande fantasia e l’estro nel creare situazioni surreali attraverso piccoli grandi eventi all’interno di un contesto realistico, la seconda è proprio la cura di questo contesto. Non esiste surreale se non contrapposto al reale e questo è un perno fondamentale per Carroll. I suoi personaggi non sono mai meri strumenti di una storia, ossia non hanno mai una funzione meramente meccanica ma si arricchiscono di molte sfaccettature che li rendono estremamente concreti e credibili. Di Caroll va ammirata la misura, un’abilità nel dosare verosimile e inverosimile che lo avvicina di più ad un realismo magico che ad un fantastico vero e proprio. Mele bianche, va detto, è il primo capitolo di una trilogia a cui seguirà poi Zuppa di vetro ma di cui non esiste ancora il capitolo conclusivo. Eppure, anche incompleta, resta senza dubbio una delle sue opere principali.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER