Memorie d’una ragazza perbene

Memorie d’una ragazza perbene
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Una giovane donna inizia a raccontare sé stessa e la sua vita a partire dalla propria infanzia. Racconta dei rapporti che ha con la madre e il resto della famiglia, dell’educazione che riceve e dalla quale ‒ pur allontanandosi abbastanza presto da casa ‒ rimane inevitabilmente legata anche nei suoi anni di crescita intellettuale e sociale. Simone è prima una bambina consapevole di ciò che vuole diventare e in seguito una ragazza colta e sensibile che desidera ardentemente realizzare tutto quello che ha sempre desiderato e sognato fin dalla giovane età: “La mia vita sarebbe stata una bella storia che si sarebbe avverata man mano che me la fossi raccontate”. Simone ha le idee chiare e sceglie consapevolmente di andare controcorrente e rinunciare a una vita privata convenzionale e stabilita perché l’autodeterminazione come persona ‒ e soltanto dopo come donna ‒ è il perno su cui fonda la sua felicità. Lo studio, la scrittura, la letteratura diventano le basi indiscusse e principali di questo percorso di crescita e maturità; attraverso di essi la giovane donna aspira a raggiungere l’immortalità. E così, persa la fede in Dio che l’aveva accompagnata per buona parte della sua infanzia, Simone decide di rivolge ai posteri il suo pensiero di eternità, attraverso i suoi scritti e il suo lavoro letterario. Fino a che il suo impegno culturale, sociale e politico non le fanno incontrare l’uomo della sua vita. Simone si scopre, allora, anche donna. Innamorata, passionale, bisognosa e indipendente allo stesso tempo…

Diviso in quattro parti, quattro lunghi diari che raccontano la vita di una delle scrittrici più importanti del Novecento, Memorie d’una ragazza perbene narra essenzialmente l’esistenza di Simone de Beauvoir. Partendo dalla sua prima fanciullezza, attraversando la giovinezza, la maturità e l’incontro con Sarte, e infine la sua anzianità e il lavoro letterario dopo la morte del suo compagno. Leggere la prima parte di questo incredibile memoir è importante per comprendere appieno la lettura femminile di un movimento sociale e politico in cui l’autodeterminazione delle donne funge molto da ispirazione compositiva e molto poco, come invece si potrebbe pensare, da esclusivo leit motiv. Simone de Beauvoir è considerata la madre del movimento femminista ma questo non inficia (né monopolizza) Memorie d’una ragazza perbene, in cui il lettore viene affascinato e conquistato più dalla forma diario che ha la narrazione, dal linguaggio deliziosamente confidenziale a cui si abbandona spesso l’autrice che dalla forza femminile di una scrittura forgiata anche sulle esperienze personali di chi ha vissuto la guerra e poi la ricostruzione di un mondo che aspirava a essere e diventare del tutto nuovo.



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