Memorie di un cartografo veneziano

Memorie di un cartografo veneziano
Sebastiano Caboto nasce a Venezia nel 1484, figlio di Giovanni e Mattea. Appartiene ad una di quelle famiglie che fanno del commercio marittimo la ragione stessa della propria esistenza. In seguito ad alcuni malaffari del padre, l'intera famiglia è costretta a lasciare Venezia per Bristol. Nella cittadina inglese Sebastiano perfeziona le sue tecniche di cartografo ma non solo: insieme al padre ed al fratello, viene iniziato alla navigazione. Sarà proprio insieme a loro che nel 1497 partirà sotto le insegne della Corona inglese alla ricerca di una via più breve per le indie. Il padre di Sebastiano infatti, è convinto dell'esistenza di questo passaggio che permetterebbe di raggiungere le tanto agognate isole Molucche. Questa esperienza segnerà nel profondo Sebastiano, tanto che negli anni a venire il sogno di una via diretta per queste isole rappresenterà un'ossessione che non solo metterà a repentaglio la sua vita e quella che dei marinai a lui assegnati, ma minerà il rapporto con la moglie Catalina, rapporto che solo dopo un esilio forzato riuscirà solo in parte a recuperare...
Scritto in un italiano che somiglia a quello del Cinquecento, Memorie di un cartografo veneziano è il libro per chi ama l'avventura e il mare. Francesco Ongaro infatti riporta il lettore all'epoca delle esplorazioni del continente americano, periodo nel quale le allora potenze europee quali Spagna, Portogallo e Gran Bretagna si contendevano il dominio dei mari alla ricerca di vie sempre più brevi e sicure per l'approvvigionamento delle spezie. Un libro incentrato sulla figura di Sebastiano Caboto che saprà suscitare nel lettore forti emozioni per una sfida, quella dell'uomo contro il mare, che da sempre affascina. Una sfida che Ongaro prima di tutto fa vivere attraverso le emozioni, le parole ed i pensieri del navigatore veneziano, facendone risaltare le straordinare qualità, ma mettendo anche in evidenza come spesso gli uomini capaci di grandi imprese siano a conti fatti uomini soli e che forse proprio nella loro solitudine sta racchiuso l'intero universo nel quale vivono che in questo caso è rappresentato dalla dall'oceano e dalla sua sconfinata vastità. Superato lo scoglio iniziale della scrittura 'rinascimentale', il lettore si ritroverà a bordo dei velieri che in quell'epoca d'oro salpavano dai porti di mezza Europa alla volta delle americhe. Sguardo fisso all'orizzonte, mano tesa sulla fronte e parare i raggi del sole e voce pronta per gridare: "TERRAAAAAAA".

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