Memorie di un malato di nervi

Memorie di un malato di nervi
1893. Daniel Paul Schreber, Presidente fresco di nomina della Corte d'Appello di Dresda, viene ricoverato nella Clinica psichiatrica di Lipsia diretta da P.E. Flechsig in seguito a una grave crisi nervosa iniziata con un delirio erotico notturno durante il quale l'uomo si era ritrovato a fantasticare di essere una donna. Nonostante le cure mediche però i sintomi, invece di alleviarsi, si aggravano rapidamente: insonnia gravissima, lamenti strazianti, angoscia, impulso incontrollabile a scrivere le parole 'miracoli', 'tomba', 'non mangiare'. E' solo l'inizio di un incubo che dura fino al 1902, quando Schreber pubblica un memoriale - questo - col triplice scopo di tranquillizzare medici e familiari sulla sua ritrovata salute mentale, riabilitarsi professionalmente per ottenere di nuovo la sua illustre carica pubblica - revocata durante il lungo ricovero - e infine di tentare di spiegare a tutti il senso dei suoi apparenti deliri, che sono invece a suo dire intuizioni profonde sul senso della vita e sulla struttura della realtà. Schreber infatti non si considera affatto ammalato, bensì prescelto per la redenzione dell'umanità, che avverrà attraverso la sua trasformazione in donna, prevista dal cosiddetto Ordine del Mondo, il piano di un Dio imperfetto costituito da nervi esattamente simili a quelli umani e a questi interconnesso (e da questi addirittura influenzato). Attraverso tali nervi le anime comunicano (parlando in tedesco arcaico, pensa un po', ma intendendo sistematicamente il contrario di quanto dicono) tra loro e con Schreber, prigioniero e al tempo stesso unica speranza di un mondo devastato, popolato più che da uomini da simulacri di uomini creati per mantenere l'illusione della normalità...
Diario clinico lucidissimo (nel suo delirio), epopea giudiziaria (in appendice perizie mediche e sentenze d'epoca), denuncia (più volte Schreber torna sull'inadeguatezza dei trattamenti disponibili per condizioni come la sua e dell'assistenza psichiatrica ricevuta), dichiarazione d'amore alla moglie (figura ora distante e fredda ora partecipe alle disgrazie del marito e commossa, ma sempre centrale per Schreber, ansioso di compiacerla), mitopoiesi in chiave fisiologico-teologica: Denkwürdigkeiten eines Nervenkranken (questo il suggestivo titolo originale) è tutto questo e anche di più, e quindi non sorprende che si tratti probabilmente del documento su cui si è più scritto in tutta la letteratura psichiatrica. Negli anni infatti una vastissima bibliografia di libri e articoli sull'argomento si è accumulata, a partire da Osservazioni psicanalitiche su un caso di paranoia di Sigmund Freud del 1911: si sono occupati di Schreber tra gli altri Jung, Lacan, Hillman, Schatzman, Deleuze e Guattari, Canetti. La lettura del libro - per quanto a tratti faticosa - è un'esperienza emozionante e persino divertente, eppure profondamente spiazzante, tanto altro è il pensiero che la anima, tanto aliena la visione delle cose che costituisce l'architrave di questa strana confessione/perorazione dal fascino assolutamente irresistibile.

 

 

 

 
 
 
 
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