Menti pericolose

Menti pericolose

L’Associazione Bancari della zona di Monteray Bay si prepara a festeggiare il Natale. Per l’occasione hanno organizzato una grande festa in hotel con oltre duecento invitati. Ignorano che Wayne Keplar e Gabe Paulson, affiliati del gruppo Fratelli della Libertà, hanno piazzato una bomba per fare una strage e ottenere risonanza mediatica utile alla loro causa. Riuscirà l’agente del CBI Kathryn Dance a sventare l’attentato?... L’ottantatreenne Sarah Lieberman ha la malaugurata idea di affittare un appartamento dello stabile in cui abita e di cui è proprietaria alla coppia di Kansas City, Miriam e John Westerfield. Così a modo e tranquilli all’inizio, in breve tempo diventano invadenti, dispotici, curiosi verso i suoi beni. Sono disposti a tutto per ottenere informazioni e arrivare a ucciderla… Un gruppo di attori e star in declino si prepara a giocare un’avvincente partita a poker in diretta tv. Una forma di reality che potrebbe rappresentare per qualcuno la “spintarella” per tornare sulla cresta dell’onda. Così spera Michael O’Connor almeno fino al momento in cui il sospetto si fa strada… Amelia Sachs indossa la tuta protettiva e gli accessori necessari per accedere alla scena del crimine. Entra nel palazzo e si mette subito in comunicazione con Lincoln Rhyme per condividere in diretta con lui tutto ciò che vede. La scena è una delle più terribili mai viste e potrebbe essere l’opera di un omicida seriale…

Jeffery Deaver, il celebre autore nato a Chicago nel 1950, riversa in questa raccolta di dodici racconti tutta la sua passione per le storie brevi. Estimatore di scrittori di classe come Edgar Allan Poe, Arthur Conan Doyle e Ray Bradbury, come loro punta al coinvolgimento del lettore, a scuoterlo e lasciare il segno nel suo immaginario. In questa raccolta troviamo personaggi noti e amati dai fan: Lincoln Rhyme, Kathryn Dance, John Pellam e altri che esulano dallo schema consueto di Deaver, magari ispirati a eventi di cronaca, ad esempio Il gioco. Il racconto è uno strumento che permette allo scrittore di sondare alcuni aspetti dell’indole dei suoi personaggi, analizzare elementi che non sempre trovano posto all’interno di un romanzo. Concedersi qualche licenza con un approccio più libero. E come ex giornalista e ex avvocato gli spunti per raccontare i lati più oscuri dell’animo umano di certo non gli mancano. La raccolta non brilla per originalità, ma probabilmente non è questo lo scopo di Deaver. Resta una lettura piacevole per chi apprezza il suo stile e i temi a lui congeniali. È una raccolta che lo stesso “New York Times”, come riporta la presentazione iniziale, definisce con un aggettivo azzeccato “Deaveriana”.



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