Messa di mezzanotte

Messa di mezzanotte
Un uomo ritorna a Tangeri, nella sua grande, quasi vuota e spoglia villa nativa, ricercando sensazioni e luoghi che oggi non sembrano più avere la forza espressiva di un tempo... La convivenza forzata in una piccola casa in città della vecchia madre di lui con la sua giovane moglie... Tradizioni che si interrompono e si rinnegano, uno scontro di civiltà e religioni dentro minuscoli nuclei famigliari... Una splendida ragazza che fugge dal suo piccolo paese per imparare, imparare qualsiasi cosa possa aiutarla a raggiungere la bellezza perfetta... Un pastore insegue il suo giusto compenso attraverso la meccanica delle gerarchie, mentre il suo denaro passa di mano in mano...
Sebbene questi racconti appartengano alle visioni di una generazione precedente (composti tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta) la loro attualità è disarmante. Uno scrittore americano, (Paul Bowles, New York 1910 – Tangeri 1999) viaggiatore curioso, conoscitore del mondo arabo e musulmano, che esplora con occhi meravigliosamente poco americani è un piacere da assaporare, un piacere che nessuno dovrebbe negarsi. Bowles racconta di uomini e donne che vivono su piani paralleli, ambienti dall’incontro impossibile. Dipinge con tratti essenziali ed efficaci caratteri, paesi e culture, che si scontrano pur non toccandosi mai. Nelle sue storie ci si immerge delicatamente, si riemerge senza nemmeno rendersene conto ed è questo che fa di uno scrittore un grande scrittore. Con l’occhio dell’immaginazione si sorvolano piccoli paesi dalla cultura arcaica, ci si siede accanto a vecchie matrone che mal sopportano la modernità, si assaggiano i loro cibi, si respira la loro aria. Si seguono, come fossimo la sua stessa ombra, i passi di una ragazzina che a sua volta segue l’ombra della perfezione. Tangeri, Madrid, Cortina, Parigi e poi Los Angeles. Lì, ovunque, per imparare, per specchiarsi negli occhi della gente e sentirsi splendida. E alla fine, una volta chiuso il libro, ci si chiede come l’incanto di esserci stati e di aver visto come veri quei luoghi possa essere avvenuto. Perché la realtà torna subdola, riportandoci a dove stavamo, a dove siamo ora. Per chi ama il racconto un punto di riferimento, una visione particolare, una capacità di descrizione discreta da prendere ad esempio ed ispirazione.

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