Messaggio per un'aquila che si crede un pollo

 Messaggio per un'aquila che si crede un pollo
“Il modo per vivere realmente è morire. Il passaporto per la vita è immaginarsi nella tomba. Immaginatevi distesi, morti. Ora osservate i vostri problemi da quel punto di vista. Cambia tutto, non è vero?”. “La carità è, in realtà, l'interesse personale mascherato da altruismo”.“Volete cambiare il mondo? Che ne dite di cominciare da voi stessi? L'unico modo per cambiare è modificare il proprio modo di capire le cose. Noi vediamo le persone le cose non per come sono, ma per come siamo noi”. Sono solo alcune delle riflessioni alla base del credo di Anthony De Mello. Nato in India a Mumbay nel 1931, De Mello entra a far parte a 16 anni dell'Ordine dei Gesuiti. Viaggia molto, dapprima per motivi di studio (si specializza in psicoterapia), in seguito per insegnare quanto stava apprendendo e per diffondere le idee maturate sulla religione cattolica, sulla filosofia orientale e sulla spiritualità. Rientrato in India, dove fonda un centro di preghiera e organizza ritiri spirituali di grande richiamo, muore nel 1987. Le trascrizioni delle sue conferenze sono state raccolte in volumi pubblicati con molto successo...
Tra tutti spicca Messaggio per un'aquila che si crede un pollo, uno di quei libri che si può benissimo non aver letto ma di cui difficilmente non si è sentito parlare, se non altro per quel titolo accattivante, frutto di un adattamento un po' furbo da parte dell'editore italiano del più intimistico titolo originale Awareness (Consapevolezza). Il punto di forza delle parole di De Mello è che esse non richiedono uno sforzo meditativo eccessivo anche se quanto comunicato non è affatto banale. Le storielle e gli aneddoti che condiscono il testo, di cui De Mello si serviva per trasmettere più intuitivamente il suo pensiero, rendono la lettura piacevole anche quando sottendono riflessioni serie e profonde. Ad alcuni questo libro potrebbe risultare fastidioso e De Mello apparire come uno dei tanti autori di trita manualistica self help. In realtà il suo è uno dei pochi testi del genere in grado di offrire una certa freschezza e autenticità. “Spiritualità significa risveglio. La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate. Svegliarsi è piacevole, è irritante. Per questo il saggio guru non tenta di svegliare la gente. Io non devo fare altro che andare avanti per la mia strada, ballare la mia danza. Se ne saprete approfittare bene, altrimenti pazienza!”. E le cose stanno proprio così: voi e solo voi potete decidere che peso assegnare a questa lettura. Nota di colore: nel 1998 la Congregazione per la Dottrina della Fede, nella firma dell'allora cardinale Ratzinger con l'approvazione del Pontefice Giovanni Paolo II, emanò una Notificazione (pubblicata in appendice al libro) relativa all'incompatibilità tra la fede cattolica e le posizioni di De Mello che “possono causare gravi danni”. In seguito la Congregazione aggiustò il tiro affermando, in modo decisamente più misurato, che “i libri di Padre De Mello sono stati scritti in un contesto multireligioso per aiutare i fedeli di altre religioni, agnostici ed atei, nella loro ricerca spirituale e non erano intesi dall'autore come istruzioni per i fedeli nella dottrina cristiano-cattolica”.

 

 

 

 
 
 
 
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