Metà di tutto

Alberto è un professore di Fisica. È amato dai suoi studenti, con i quali ha un rapporto umano e complice, pur mantenendo l'integrità che il suo ruolo richiede. Ha ricominciato a insegnare, eppure è ancora segnato dalla malattia appena superata. La ricorda con ironia. Sembra ormai tanto lontana. Riaffiora però quando ricompare nella sua vita Danielle Speranza. Eppure non gli fa male. Alberto non ha mai dimenticato gli occhi di Danielle, la bella italo-belga. Quando l'ha conosciuta anche lei era calva. Anche lei combatteva con la leucemia. La storia di Alberto e Danielle è iniziata proprio tra le mura bianche dell'ospedale, quando il loro aspetto lasciava trasparire la sofferenza della malattia. Gli occhi di Danielle, però, sono rimasti sempre gli stessi. Eppure c'è qualcosa che turba ancora la sua esistenza. Alberto è legato a lei da ricordi e da un sentimento che è riuscito ancora ad esprimere. Ricominciano a incontrarsi in una serie di strane “sedute” in cui Danielle racconta pezzetti della sua vita passata. C'è qualcosa che rende ancora invivibile la sua esistenza. E non è la malattia. C'è sempre qualcosa di non detto nei suoi racconti. Alberto sente di sapere metà di tutto, si sente metà di tutto. È sicuro che il peggio deve ancora arrivare e ascolta affamato gli sfoghi e i pianti di Danielle. Fino a quando tutto diventa più chiaro. Fino a che sarà il momento di affrontare quel “tutto” che era stato continuamente rimandato…
Con sottile ironia, sarcasmo e piacevole leggerezza, Marco Braico ci racconta la storia di Alberto e Danielle. Ma forse più la storia di Danielle. Un tema scomodo, quello di Metà di tutto. La malattia non è mai molto semplice da raccontare: si rischia di cadere nello scontato, nel tentativo di generare compassione nel lettore. Invece il romanzo di Braico si fa divorare e allontana completamente qualsiasi tipo di pietismo. La malattia si intreccia alla vita dei personaggi e diventa protagonista del viaggio e del percorso di recupero della consapevolezza di sé e della propria esistenza. Alberto e Danielle hanno alle loro spalle la leucemia, ma l'hanno superata e la loro vita è uguale a quella di tutti gli altri esseri umani, piena di incertezze, di insicurezze e di momenti bui da superare. A prescindere dal fatto che loro abbiano sfiorato la morte. Un romanzo che il lettore non vede l'ora di finire, per capire quale sia quell'altra Metà di tutto che si fa desiderare per tutte le pagine e che sembra a tratti allontanarsi. Un filo rosso che ripercorre tutto il romanzo. Un'assoluta protagonista, anzi, due. Si chiamano speranza e voglia di vivere. Sentimenti che pervadono Alberto e Danielle. Due metà di un tutto, due proiezioni delle paure, delle emozioni e della caparbietà dello stesso autore.

 

 

 

 
 
 
 
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