Metalmeccanicomio

Un carabiniere e un operaio. L’operaio è in manette, il carabiniere lo spinge a forza nel retro di una camionetta. Poi sale dietro di lui e si chiude la portiera alle spalle. Fa un cenno all’autista, la camionetta parte sgommando in un turbinio di sirene, preceduta da una volante e seguita da un’ambulanza. L’operaio siede a testa bassa. Si chiama Robespiero. Il carabiniere invece si chiama Daniele. Hanno fatto le medie assieme, e ora eccoli qua. Sono reduci da giorni di assedio e di battaglia. Da giorni di morte. La rabbia c’è ancora, ma è più forte il dolore, la voglia di spiegare, di sfogarsi. Approfittando di un momento di disattenzione del carabiniere, l’operaio gli sottrae la pistola d’ordinanza. Lo tiene sotto tiro, si fa aprire le manette. E lo costringe ad ascoltare il suo racconto, il racconto di quegli ultimi giorni pazzi e feroci, giorni di amore e di morte…
La vita in una Zona Industriale dell’operoso nord Italia con le sue contraddizioni: un non-luogo per eccellenza che diventa “il” luogo della vita, l’oppressione e la noia del lavoro metalmeccanico ma anche l’amore per la “propria” fabbrica. La lotta di classe che lascia il posto alla delusione di classe per una delocalizzazione a tradimento, una manifestazione di protesta che degenera, un’occupazione che come una valanga che rotola giù dal pendio di una montagna raccoglie detriti e diventa un mostro che travolge le vite di operai e forze dell’ordine. Dopo una cinquantina di pagine memorabili, una sorta di noir neorealista claustrofobico che ti prende alle viscere, il romanzo di Renzo Brollo - che in una Zona Industriale come quella di Robespiero ci vive e lavora da una vita, e un cupio dissolvi come quello del protagonista l’ha forse sognato, di tanto in tanto - vira leggermente sul surreale, dando al lettore ancor di più il senso dell’ineluttabilità dei ruoli sociali, della loro pesantezza, della loro immanenza che come in una tragedia greca chi cerca di sovvertire viene destinato a un fato grottesco e sanguinario. Ecco, a proposito di teatro: il romanzo, se posso permettermi un suggerimento, sarebbe una eccellente pièce. Ne ha il ritmo, l’ambientazione, i dialoghi. La forza.

 

 

 
 
 
 
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