Mexican Taxi

Mexican Taxi

Dicembre. Un uomo è seduto al tavolino di un bar canadese. Sorseggia una birra belga e pensa alla sua fidanzata Camilla che è ritornata in Messico, lasciandolo solo a Parigi. Nel frattempo si rende conto che in giro ci sono meno neri del solito. Lui comunque non è razzista, tanto è vero che non ha problemi per il fatto che sua sorella stia con un ragazzo del Congo e ricorda ancora con piacere quella serata a casa di Fefè, il cugino di suo cognato. Quell’appartamento al sesto piano di un palazzone della banlieue, la casa piena di parenti africani, la preghiera prima della cena e soprattutto ricorda Pierrette… Sette e mezza del mattino, il volo parte tra un paio d’ore. La vista dall’Hostal Humbolt, in avenida Madero, offre sempre la stessa vista di travestiti e vecchi ubriaconi. Siamo a Guadalajara, dall’arabo wad al hidjara, fiume che scorre in mezzo alle rocce… Un tassista di Monterrey odia i tifosi di Tigres, i ricchi e la vita in generale ma sembra apprezzare le ragazzine disinibite… Un italiano in cerca di coca a Monterrey comprende da un tassista poco equilibrato che non conviene finire nel posto sbagliato con la bustina sbagliata per non generare scontri fra i cartelli di Sinaloa e Los Zetas… A Juarez, Jaime beve birra tutta la notte e pensa con nostalgia agli ettari di terreno abbandonati nella sua Sonora. Ora è lontano dai campi e dalla sua felice vita di contadino e deve occuparsi di un hotel malfamato e perennemente sudicio…

Francesco Spano è nato a Sassari nel 1982 e dal 2009 vive a Monterrey in Messico, una terra dove si vive al massimo e si muore facilmente. Qui ha conseguito un master in Scienze Sociali e insegna Italiano. Con la scrittura ha conseguito discreti successi, come la finale al concorso Primavera in arte con il racconto Proesia o la menzione speciale con Lettera a John Fante al concorso “Lettera d’amore”. Mexican Taxi è la sua vera e propria opera prima e le atmosfere autoreferenziali e autobiografiche sono molto evidenti in ogni pagina. Ogni racconto sembra quasi una tappa del lungo viaggio (un po’ esistenziale, un po’ geografico, un po’ iniziatico) dell’autore, viaggio che lo ha portato fin dentro alle viscere del Messico più autentico. Un Paese davvero molto lontano dall’immagine da cartolina che in molti hanno in mente. I personaggi sono vivi, reali o molto verosimili, così come i luoghi pieni d’anima e di colore. La passione profusa nella scrittura però a volte deraglia in un linguaggio e in situazioni che peccano di eccessiva crudezza. Come lo ha definito l’autore stesso, Mexican Taxi è “(…) un libro per chi ha voglia di ridere o di incazzarsi. Per chi ama il Messico. Per chi odia il Messico. Per chi il Messico non sa neppure cosa sia” .



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