MGM2 - Il manuale delle giovani mignotte

MGM2 - Il manuale delle giovani mignotte
“Sono donna, quindi mignotta”. È questa la certezza che dovrebbe accompagnare tutte le giovani che sgambettano trionfanti su un tacco 12 di ecopelle tra una sala da biliardo e un club privé. O, almeno così si presentano nell'immaginario collettivo le suddette mignotte. Ancora oggi, però, si fa una gran confusione tra mignotta e poco di buono: la prima rivendica l'utilizzo strategico della femminilità per raggiungere un obiettivo, la seconda, invece, non rivendica nulla. Vari tipi di mignotta affollano le nostre città: dalle Scioperanti Croniche, allergiche al lavoro e con un imminente bisogno di accasarsi e fare le mantenute, alle Specialiste, femmine specializzate negli uomini non liberi, dalle Regine dell'Autolesionismo, affette da un forte impulso all'autodistruzione (e dall'ottimo intuito in fatto di uomini sbagliati), alle Seduttrici Naturali, che esercitano l'arte della seduzione solo per assecondare la propria natura. La mignotta moderna, emblema dell'evoluzione mentale, genetica e comportamentale, ha a che fare ogni giorno con i luoghi comuni e con i pregiudizi di coloro i quali non vedono di buon occhio lo stile di vita della femmina proficua. Soprattutto, poi, se si tratta proprio di persone dello stesso sesso. Quelle che, insomma, non possono essere definite “donne”, come non può essere chiamato “cane” un quadrupede che abbaia e scodinzola, ma “che non sparge pisciatine sulle pisciatine dei suoi simili”. Non solo hanno deciso di dichiarare guerra alla mignotta e al suo operato, ma anche agli uomini che le sostengono, che le apprezzano, dando credito a tattiche, modelli e sistemi di tentazione. Il numero di queste oppositrici è circoscritto, ma ben definito: ci sono Le Addolorate, rigide, distaccate, inflessibili, che affrontano le pulsioni sessuali triturate dai sensi di colpa, le Baciapile, dedite alla spiritualità, al sacrificio e alla punizione, ci sono le Capitaliste, quelle che solo una volta si sono lasciate andare alla mignotteria, vivendo poi di rendita per tutta la vita. Ma non è finita, la lista è ancora lunga tra le Eterne Ex, che fanno dello slogan “gli uomini sono tutti stronzi” il loro mantra di vita, le Guarite, con un passato da seduttrici, terminato con sedute dall'analista, e tra le Quasi Quasi, sempre a un passo dall'abbracciare la causa della seduzione vantaggiosa, rinunciandovi però per mancanza di coraggio, talento o sex appeal…
Può essere davvero questo il Manuale della Nuova Femminilità, come si legge nella quarta di copertina? Debora Ferretti, classe 1970, ha deciso di dispensare consigli (forse non richiesti, o forse sì, e se sì viene spontaneo domandarsi da parte di chi) alle donne che si avvicinano all'arte della seduzione, o a quelle troppo moraliste che hanno bisogno di qualcuno (la Ferretti?) che si prodighi nel tirare fuori questa mignotteria che tanto c'è, nonostante si tenti in tutti i modi di reprimerla. Alcune argomentazioni - portate avanti con quell'ironia che solo l'esperienza è in grado di far maturare - possono anche essere condivisibili, ma dopo un certo numero di pagine risultano ripetitive e noiose: sì, siamo tutte mignotte, d'accordo, era proprio necessario dilungarsi oltre 200 pagine per ribadire il medesimo concetto? Alla fine del libro, poi, troverete il test per scoprire che tipo di mignotta siete. Magari riuscite a capire anche il motivo per cui siete arrivate fino all'ultima pagina.

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