Mi riconosci

Mi riconosci
Lo aveva conosciuto a Parigi in un tardo pomeriggio di inizio estate. Si era presentato, senza alcun preavviso, a una cena in cui sapeva che egli sarebbe stato presente. Era venuto a conoscenza dalla propria casa editrice che l’anziano scrittore aveva chiesto un suo recapito a cui scrivergli, perché desiderava associare un volto al suo stile letterario. Da allora erano seguiti alcuni anni d’intensa amicizia e di assidua frequentazione, di preziosa collaborazione artistica scandita da momenti di franco confronto e da altri di reciproca solidarietà. Un percorso di conoscenza e di disvelamento che soddisfa tanto la curiosità nutrita dall’uno, quanto l’istinto di protezione insito nell’altro. Soprattutto quando il tarlo insinuante della malattia aveva preso con sistematica voracità a corrodere le membra dello “scrittore portoghese”, ad affievolirgli sempre più la voce al telefono e a indurirgli il cuore. Lo aveva visto l’ultima volta in un letto di ospedale di Lisbona, dove si era precipitato contro il suo volere in un giorno di primavera. Per raccogliere le sue ultime parole strappate con viva forza al parassita che gli consumava le estreme energie, ma che non piegava ancora la sua ostinata voglia di ascoltare il racconto del Fiammifero svedese di Čechov…
Mi riconosci di Andrea Bajani è un intenso e appassionato monologo rivolto allo scrittore Antonio Tabucchi a un anno dalla sua scomparsa. Come in un teatro della memoria messo in moto da ricordi che rimandano a episodi di quel particolare vincolo di amicizia che ha legato i due autori fino sulla soglia della morte di Tabucchi, in un fiato unico e ininterrotto Bajani - con compostezza struggente - inchioda il lettore al testo dalla prima all’ultima pagina, rivolgendo al proprio interlocutore parole di addio che non si esiliano negli spazi riservati del commiato. Ma ne escono, invece, per accompagnarci al capezzale di un uomo consumato a rate da un male incurabile, nella sala della biblioteca di Lisbona dove il suo corpo è rimasto in ostensione prima di essere cremato e inumato nel “cimitério Dos Prazeres”. Per darci conto, prima ancora, della sua caparbia volontà di percorrere il misterioso cammino tracciato dall’invincibile seduzione delle parole. Tra i risvolti umani di un tragitto che  lo  stesso Bajani ha accompagnato, dopo essere salito sia pure non molte fermate prima di giungere al capolinea. 

 

 

 

 
 
 
 
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