Mi rivolto dunque siamo

Mi rivolto dunque siamo

Il libro prende il via da una serie di articoli del 1946, raggruppati sotto il titolo Né vittime né carnefici, nel quale si affronta il tema della paura che un mondo, sempre più dimentico della persona umana e sempre più negatore di ogni utopia, genera nei cittadini. Democrazia, rivoluzione e perfino il socialismo soffrono di contraddizioni profonde, afferma Albert Camus: un esempio tragico è l'ammissione della legittimità della pena di morte, “omicidio” per il nostro (la Francia la abolì solo nel 1981 con la presidenza di Mitterrand). Sempre del 1946 è La Spagna nel cuore, presentazione per una raccolta di saggi sulla guerra di Spagna: i combattenti per la libertà contro i miliziani fascisti di Franco scoprirono con incredulità e dolore “che era possibile avere ragione e perdere, che la forza poteva avere la meglio sullo spirito, che in certi casi il coraggio non trovava una ricompensa”, afferma Camus. La guerra civile spagnola, pietra miliare della coscienza antifascista europea nei primi decenni del Novecento, è anche tema di un successivo articolo del 1948. I saggi che seguono, scritti tra lo stesso 1948 e il 1956 affrontano da diversi punti di vista e facendo riferimento a luoghi e momenti storici diversi (la guerra d'Algeria, i moti operai di Berlino Est, la rivolta di Poznań in Polonia) il tema della ribellione nel segno dell'umanità e della giustizia…

Questo piccolo libro offre al lettore una scelta esemplare del pensiero e dell'impegno politico di Camus che, nel rifiuto di ogni ideologia totalizzante, rivendica per ogni persona la libertà di essere se stessa, unica, originale, pensante, la libertà di riconoscersi nella rivolta. Nella ribellione, nella pronuncia del suo “NO”, l'essere umano prende coscienza di sé e scopre gli elementi del suo agire autentico e solidale nel mondo. Solidarietà e giustizia - elementi imprescindibili di tutta l'opera del nostro – spiegano anche il titolo del libro: la rivolta svolge la stessa funzione del cogito ergo sum cartesiano, ma nella rivolta la coscienza non si limita all'individuo singolo, anzi lo trae fuori dal sé per unirlo al “fuori di sé”, alla pluralità degli altri, alla negazione della solitudine nel cammino verso un ideale di uguaglianza e giustizia. La ribellione, come nel mito di Sisifo del quale Camus si è ampiamente occupato nell'ambito della trattazione del tema dell'assurdo, è anche un modo, forse “il” modo per riportare la moralità in un mondo divorato da ingiustizie e guerre, da poteri ciechi, dalla negazione ostinata e continua della dignità degli individui.



 

 

 

 
 
 
 

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