Mia madre e altre catastrofi

Mia madre e altre catastrofi

Mariella è la mamma di Francesco Abate, ma non è una madre come tutte le altre. Le piace fare il bagno al mare in dicembre, ha una 500 color crema in cui anche in piena estate custodisce una pelliccia, partecipa agli incontri del collettivo femminista ma non perde mai una messa alla chiesa neocatecumenale. Voci di quartiere dicono sia stata allevata in una gabbia di tigri, da cui è uscita solo dopo aver sbranato l’ultima. Come se avere per madre una mangiatrice di tigri non fosse già abbastanza complicato, Francesco “Checco” e i fratelli imparano presto che per fronteggiare le “avversità della vita” spesso occorrono colpi di battipanni sul sedere e pizzicotti con la girata. Mariella però, con la sua personalità frizzante, lo spirito indipendente e i suoi “Lo so già” è soprattutto una colonna portante. Mai abbattuta o disperata, ha saputo tenere insieme una famiglia sulla quale le fatalità della vita si sono accanite troppo presto e con troppa veemenza. Svolgendo il lavoro più difficile del mondo, Mariella si districa tra corsie d’ospedale, viaggi in Terra Santa, Gay pride e fette di pane con zucchero e margarina. E si reinventa ogni giorno per insegnare ai figli il valore dei “no” e il mistero dell’affetto incondizionato…

Ah, le mamme! Assillano, si impicciano, chiamano nei momenti meno opportuni, ci mettono in imbarazzo davanti agli amici… eppure non sapremmo come farne a meno. E con noi anche Francesco Abate che, incurante di essere chiamato “mammone”, sembra aver trovato la formula magica per raccontare il rapporto d’amore più dolce e burrascoso di sempre: quello di una madre con i propri figli. Nato da una serie di stati condivisi dall’autore sulla propria pagina Facebook, Mia madre e altre catastrofi è un frizzante susseguirsi di dialoghi divisi per tema e ordine temporale. Le voci principali sono quelle di Checco e Mariella, a cui fanno da coro il fratello Giuseppe, la figlia Giulia, il professor Carroni e tutta un’indimenticabile carrellata di anziane signore, aspiranti poeti e colleghi di lavoro. A rubare la scena però è sicuramente Mariella, che per comicità e intelligenza non ha nulla da invidiare ai veterani del palcoscenico. Il libro si presta così bene alla messa in scena che Einaudi ha anche prodotto una serie di booktrailer per la regia di Peter Marcias, con la grandissima Piera Degli Esposti nel ruolo di questa madre-uragano. Fin dalle prime pagine veniamo risucchiati nelle vicende personali della famiglia Abate, alcune delle quali molto delicate: le difficoltà economiche, la malattia del padre e poi quella di Francesco. Ciò che però rende grande questo libriccino, anche là dove invece che una risata arriva a strapparti un sospiro amaro, sono la leggerezza e l’autoironia della narrazione. Francesco Abate racconta la propria madre, ma è un po’ come se raccontasse anche le nostre: combattenti dalla tenerezza infinita, pronte a sottolineare i nostri errori, ma sempre in prima linea quando si tratta di festeggiare anche i più piccoli successi.



 

 

 

 
 
 
 

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