Middle England

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La madre di Benjamin, Lois e Paul se n’è andata dopo una breve malattia . Per il vecchio Colin Trotter, loro padre, non sarà semplice. Da solo non è abituato nemmeno a farsi un uovo al tegamino. Benjamin ora vive da solo in un vecchio mulino lungo l’argine di un fiume, in tutta tranquillità, quella di cui ha bisogno per scrivere i suoi romanzi. Birmingham per fortuna non è così lontana e potrà far visita al padre vedovo tutte le volte che è necessario. La sua storia con Cicely è finita: era il suo amore di gioventù, finirono a vivere insieme da adulti finché lei si ammalò di sclerosi multipla, andò in Australia per una cura sperimentale, in una mail gli scrisse che stava meglio ma si era innamorata di un medico laggiù e quindi addio. Ma adesso, Benjamin, tutto solo in mezzo alla natura, si sente felice come forse mai prima. Questioni del passato, invece, impediscono a Lois di tornare spesso nella sua città d’origine. Lei e suo marito Chris vivono da anni una storia “ a distanza”, con residenze diverse a causa delle rispettive carriere. Sophie, la loro figlia, ha appena terminato la sua tesi in storia dell’arte. Per lei si apriranno presto le porte del mondo accademico. La sua inclinazione a schiacciare l’acceleratore in macchina la porta a dover seguire un corso di guida sicura, per evitare una multa di cento sterline. È in quest’occasione che conosce Ian, affascinante docente di qualche anno più grande di lei, lontano dal mondo delle scienze umanistiche dove finora aveva trovato i suoi partner, peraltro con relazioni tutte finite male. Ian è tutt’altra cosa, se ne accorge ai primi appuntamenti, le basta osservare i libri che tiene sullo scaffale, autobiografie sportive, bestseller, manuali sulla sicurezza stradale. Conoscere sua madre è un’esperienza piuttosto traumatica: Helena è una donna austera, dalle idee conservatrici, con lei Ian, rimasto orfano di padre da ragazzo, ha un rapporto molto stretto ma per Sophie non sarà mai semplice interagire con lei. Doug Anderton, amico di Benjamin fin dai tempi della scuola, è un giornalista politico, vicino ai labour ma sempre più convinto che in Inghilterra si sia giunti a una svolta, dalla quale deve ancora capire come se ne uscirà. Ha modo di conoscere Nigel Ives, giovane e spregiudicato consulente di comunicazione del primo ministro Cameron, nonché figlio di un suo vecchio compagno di studi, attualmente “proctologo”, inconsapevole di essere in procinto di affrontare la storia con la S maiuscola – e forse di non essere totalmente pronto. Nel frattempo Doug tenta di avere rapporti con la sua ribelle figlia adolescente Coriander mentre con la moglie Francesca, ricca e piena di possedimenti, va tutto a rotoli…

Ci sono due piani fondamentali in Middle England , l’ultima opera del grande autore britannico Jonathan Coe. Uno è quello prettamente narrativo, per cui incontriamo di nuovo con la famiglia Trotter e altri personaggi di due suoi precedenti lavori, La banda dei brocchi e Circolo chiuso . Li troviamo invecchiati, cambiati, forse non troppo maturati. Prende piede però la vicenda della giovane Sophie, la figlia di Lois, studiosa radical chic e con un fidanzato (poi marito) dalle idee completamente diverse dalle sue. E ci dimostra che gli opposti si attraggono sì, ma fino a un certo punto. L’altro piano è quello “pubblico” o “politico”. Perché tra le pagine di Middle England scorrono i fatti che hanno segnato l’attualità britannica tra il 2011 e il 2018. L’esplosione della violenza nelle città, con i riots del 2011, le Olimpiadi del 2012, ma soprattutto quel sentimento strisciante di insofferenza che negli anni ha attraversato la società e la politica ed è poi esploso come un terremoto nel 2016, con il referendum sulla Brexit. I protagonisti del libro di Coe si muovono in questo magma incandescente di avvenimenti che ribolle pagina dopo pagina e influenza le loro vite in maniera inequivocabile. C’è l’incontro-scontro tra visioni diverse del mondo, apertura e multiculturalismo contro chiusura e diffidenza verso qualsiasi forma di “altro”. Middle England può essere definito un’opera di Brex-lit , termine coniato dal “Financial Times” per definire quel filone di narrativa legato all’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. A fargli compagnia ci sono autori del calibro di Ali Smith, con Autunno , primo volume di una tetralogia incentrata sulle stagioni, in cui l’Inghilterra post Brexit emerge come un paese cupo, avvinto da una burocrazia tentacolare, soffocato dall’odio razziale. È una cifra distintiva del suo lavoro, sovrapporre la fiction letteraria alla realtà, ma Coe come forse mai prima ci fornisce attraverso questo romanzo e i suoi personaggi delle chiavi di lettura formidabili del mondo contemporaneo, senza rinunciare al suo stile avvincente e alla sua scrittura trascinante.



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