Milioni di farfalle

Milioni di farfalle
Tra le prime parole, una citazione di Renè Descartes (1596-1650) : "Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose".  E ancora prima il sottotitolo di Eben Alexander stesso, “Il Paradiso esiste. Ci sono stato”. Con queste premesse il neurochirurgo americano ci accompagna subito dentro la sua fulminea malattia, tra spiegazioni scientifiche di superficie - perché tutti si possa comprendere - e riflessioni sulla sua vita prima e dopo quell’enigma; prima e dopo al momento in cui incontra farfalle. Milioni di battiti d’ali lo accompagnano, sussurranti, alla guarigione; lo accompagnano di nuovo alla porta, non è il momento: "Non hai nulla da temere". Il dottor Eben, per la professione che svolge con passione e successo da una vita (o meglio da quel tempo definito “prima” che lui credeva fosse la sua vita) si sente sbalzato fuori: dalla medicina, dalla chirurgia, dalle leggi della fisica. Lui, uomo di scienza che ha ascoltato farfalle, che si fa proteggere dalle loro ali e alle quali crede quando gli rivelano che tornerà,  "Sarai amato e protetto, affettuosamente, per sempre". È in seguito al suo ritorno, il tanto disquisito e dibattuto ritorno dal coma, che lo porta a vedere la sua vita con altri occhi. Con gli occhi di chi improvvisamente si sente orfano, solo al mondo. Un bisogno irrefrenabile di appartenere, di sentirsi amato... 
Il dottor Eben Alexander parla di adozione, di persone adorabili che lo hanno non solo cresciuto (adottato) bensì scelto, di fratelli e sorelle (di appartenenza? di sangue?)  e nel contempo spiega di come il cervello sia una fabbrica, uno stabilimento a ciclo continuo dove la coscienza prende forma, (meglio dire prende vita? più corretto asserire si crea?) . Sfogliando le pagine si ha la conferma si sapere così poco di quel misterioso mondo che abitiamo, che portiamo a spasso e che esibiamo o che nascondiamo per vergogna, o che dimentichiamo da qualche parte. Come abiti vecchi, stropicciati e non alla moda: il nostro corpo, il nostro organismo e tutta la storia e l’amore, i rifiuti e i sogni di cui è intriso. Può essere a tratti commuovente la storia di Milioni di farfalle, e non nondimeno sbagliati: da piccoli ci siamo sentiti amati o benvoluti ?  E mentre il dottor Eben cerca di riprendere le sue funzioni corporali dopo l’inatteso risveglio, il lettore ha tempo per distrarsi. Per perdersi tra i ricordi della propria infanzia, tra braccia che possono averlo abbracciato e strattonato, lavato e accudito oppure escoriato. Così, in un giorno d’inverno mentre il protagonista stesso  è disteso su un letto freddo col respiratore che batte monco senza considerare un ritmo, in quell'attimo è più semplice immaginare che una farfalla si prenda cura di te, e che ti sussurri dolcemente qualcosa che qui, sulla Terra, suonerebbe all'incirca così:  “Non c'è niente di sbagliato che tu possa fare o aver fatto”. 

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