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Chi era a conoscenza dell’anima scientifica di Wolfgang Goethe? Chi sapeva che, come afferma Cassirer, il grande scrittore fu anche un “darwinista prima di Darwin” e che ci ha lasciato una grande produzione di scritti scientifici? Qualcuno sa che la svedese Selma Lagerlöf fu la prima donna e la prima svedese a vincere il Nobel nel 1909? La sua opera più nota in Italia, il Viaggio meraviglioso di Nils Holgersson (da cui fu tratta persino una serie animata trasmessa nel nostro Paese nel 1980) è stata la risposta letteraria alla richiesta dell’Associazione degli insegnanti svedesi di scrivere un libro di geografia per le scuole. Lagerlöf scrisse allora la storia di questo piccolo monello, reso minuscolo da un incantesimo, che girò tutta la Svezia in groppa all’oca domestica Martin insieme a uno stormo di oche selvatiche, guardando e scoprendo dall’alto il suo paese… Nils-Aslak Valkeapää è stato uno scrittore lappone (degna di nota la sua raccolta di poesie Il sole, mio padre). Si è sempre pensato alle minoranze etnico-culturali perseguitate citando, peraltro giustamente, i nativi americani o gli aborigeni d’Australia ignorando che, anche nella nostra vecchia Europa, il popolo lappone (Sami) subì una pesante esclusione dalla società scandinava, tanto che alla fine degli anni Sessanta, poiché la lingua lappone non veniva insegnata nelle scuole, molti Sami, pur continuando a parlarla, non riuscivano a leggerla e a scriverla. Anche grazie ai suoi libri e al suo impegno, la condizione del popolo Sami è nettamente migliorata…

Recensire un libro di recensioni pare cosa bizzarra. Più che altro, occorre fidarsi del giudizio di chi ha esperienza degli autori citati e le opere le ha lette. È certo il caso di Bruno Berni, direttore della biblioteca dell’Istituto Italiano di Studi Germanici e traduttore-curatore di un centinaio di opere di prosa e di poesia, prevalentemente danesi, ma anche svedesi, norvegesi e tedesche. Qui offre una carrellata di alcuni autori della letteratura nordica (comprendendo in essa anche quella tedesca), raccolti in note di lettura (alcune succinte altre meno) secondo il criterio della curiosità biografica, della scarsa notorietà o della particolarità letteraria. Oltre i nomi già citati, vi si legge di Strindberg, Karin Boye (nella sua veste di scrittrice e non di poetessa), di Inger Christensen. Il volume desta una certa curiosità, perché poco sappiamo della letteratura scandinava del passato, mentre invece oggi si contano molti appassionati, grazie anche alla trilogia di Stieg Larsson e probabilmente anche alle numerose serie televisive thriller (Wallander, The Bridge – Bron, Real Humans). La ricchezza di paesaggi suggestivi che si prestano a diventare scenari di molti generi letterari e una società più progredita della nostra, sotto vari aspetti (dai diritti civili, alla notevole emancipazione femminile, al welfare) riesce a farci interessare ad una letteratura di notevole rilievo. Questa antologia che presentiamo oggi riempie sicuramente, anche se in maniera sintetica, le lacune del lettore italiano, rispetto al passato della tradizione letteraria del Nord Europa.



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