Minima - 7 racconti neri e uno bizzarro

Minima - 7 racconti neri e uno bizzarro

Fortunato ha fatto un grave errore. Tollero tutto, tranne l’insulto. L’insulto deve essere punito, ma il punto più importante è che deve essere punito impunemente. Davvero una fortuna incontrare quell’odioso estimatore di vini già brillo durante il Carnevale, così da attirarlo a casa mia con la promessa di un costoso barile di Amontillado… Un’ossessione è sempre tremenda e spesso anche bizzarra: la mia era l’occhio velato e glaciale di quel vecchio. Quel vecchio che in tutto amavo, tranne che nel suo occhio inquietante ed osceno… Quel ritratto ovale aveva catturato la mia attenzione fon da primo istante in cui vi posai lo sguardo. La fanciulla sembrava viva nella sua cornice ovale. Iniziai a leggerne la storia nel volume sui dipinti che trovai nella mia camera di quello strano castello in cui pur nolente mi trovavo… Berenice era mia cugina, la mia bella cugina sempre allegra e piena di vita. Una visione angelica per me così debole e malaticcio, un’ossessione i suoi denti bianchi e perfetti… Un giorno incontrai il Demonio. Stava sulle rive dello Zaira e volle raccontarmi una favola desolante e silenziosa… Hop Frog era un buffone, il nano saltellante del re. Un re che amava le burle a tal punto da voler diventare egli stesso buffone, insieme ai sui sette ministri. Non immaginavano certo che vestirsi da oranghi li avrebbe portati molto più in alto di ciò che pensavano… Era un gatto bellissimo, Pluto. Tanto dolce da attirare l’odio di un padrone dedito all’alcol e alla perversione, con il cuore più oscuro del gatto nero che pian piano aveva cominciato ad odiare…

Questo libriccino della collana Piccoli Mondi è un buon punto di partenza per cominciare ad esplorare incubi e ossessioni di chi non a torto viene definito il maestro dell’horror moderno. Nei sette racconti neri di Edgar Allan Poe selezionati dall’editore ci sono, oltre al racconto più noto dello scrittore di Baltimora, Il gatto nero, “con la gola rossa spalancata e l’unico occhio fiammeggiante”, molte delle ossessioni ricorrenti della sua poetica: i dipinti, la maschera, la deformità fisica, i sepolcri urlanti, tutti demoni che hanno ispirato i suoi racconti e scavato la fossa alla sua vita. Come ultima perla, il gustoso racconto bizzarro che racconta le splendide gesta di Monsieur Maillard alla Maison de Santé, un istituto per la cura della follia in cui al metodo morbido è stato sostituito Il Sistema del Dott. Catrame e del prof. Piuma, ben più efficace: all’horror si sostituisce un sorriso grottesco. Una lettura quasi propedeutica (i 3 panini si riferiscono ovviamente ai magnifici racconti di Poe, sebbene per la troppa stringatezza della raccolta sarei stata tentata di metterne 2) prima di addentrarsi nelle raccolte più corpose del terrore, del fantastico, dell’incubo, del mistero e dello straordinario. La forza evocativa di Poe resta invariata e il suo fascino attrae anche le nuove generazioni perché ciò che lui seppellisce nei suoi racconti si affaccia in ogni luogo e in ogni tempo, è la parte più oscura dell’animo umano, il fondo della bottiglia che il poeta ha costantemente osservato (e orrendamente sentito) dopo l’ultimo bicchiere levato, fino alla sua tragica, misteriosa morte.



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