Minimal Hotel

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Nella camera 65 del Minimal Hotel Clelia, addetta stampa per un teatro, lavora alacremente. Ha affittato questa stanza per poter tenere d’occhio il fidanzato, Fred, il quale lavora per una ditta di ristrutturazioni che opera presso il palazzo di fronte. Intanto, nella stanza 66, Lucrezia attende Luca, convinta che trascorrerà una notte di passione con lui: i suoi piani sono inequivocabili, come confermano gli acquisti che ha appena effettuato in un sexy-shop. Ma quando bussano alla porta, Lucrezia non trova Luca davanti a lei. Nella stanza 67 sono appena entrati il cinquantenne Gigi e suo figlio Michele: Gigi ha perso il posto di lavoro e Leopoldo, direttore del Minimal Hotel e suo amico di vecchia data, gli ha permesso di alloggiare lì mentre presta la sua attività di geometra per alcuni lavori in corso nelle cantine. Stanno giocando ad “Obbligo o verità” nelle stanza 68 Larry, Francesco, Doddy, Mary e Guido: Larry racconta di aver appena vissuto un’esperienza sessuale decisamente estrema con una sconosciuta, una donna che aspettava qualcun altro nella stanza 66 ma che non si è tirata indietro di fronte alle sue avances. Non poteva che alloggiare nella suite Diamante Patty, una delle cantanti italiane più discusse e bizzarre che si ricordi: la sua vita sregolata attira da sempre l’attenzione, fino al giorno in cui si diffonde la notizia di un suo tentativo di suicidio, con gli ispettori della polizia che piombano nella sua stanza. Nel trambusto, anche Greta, la sua fan più accanita, che spera di poter sottrarre un oggetto alla cantante, da conservare come una preziosa reliquia...
Un mini libro – solo 15 pagine – in cui Isabella Borghese tratteggia efficacemente i ritratti intensi di personaggi al limite tra normalità ed eccesso, nelle scelte affettive, sessuali, di vita. Il Minimal Hotel non è dunque soltanto un collettore delle diverse vicende personali, ma una perfetta cornice narrativa, che si rivela funzionale al dispiegarsi della trama, mettendo a confronto alcuni degli attori delle vicende, senza scadere in un complessivo, prevedibile e forzato intreccio («Non esistono bugie, è tutto relativo, basta entrare nel Minimal Hotel». «Puoi essere chi vuoi, nel Minimal Hotel»). La scrittura è asciutta e lineare, tesa ad arrivare senza fronzoli al cuore, alle azioni, che nell’economia delle poche pagine non possono che avere l’assoluta preminenza. Un gioiellino minimal di nome e di fatto.

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