Mio figlio, l'assassino

Mio figlio, l'assassino
22 luglio 1991, Milwaukee. Una pattuglia della polizia viene avvicinata da un ragazzo in evidente stato confusionale, con delle manette a un polso, che racconta di essere sfuggito per miracolo dalle grinfie di un uomo che voleva ucciderlo dopo averlo attirato nel suo appartamento per un rapporto sessuale a pagamento. I poliziotti si fanno accompagnare all'appartamento in questione, e ad aprir loro la porta si presenta un ragazzone biondo dallo sguardo miope, tale Jeffrey Dahmer. Una perquisizione porta a sconvolgenti ritrovamenti: polaroid di corpi umani smembrati, uno scheletro intero appeso in guardaroba, resti umani conservati in frigorifero, organi genitali sotto formalina in barattoli, cumuli di ossa. Dahmer viene arrestato immediatamente, e nei giorni seguenti viene a galla una terribile storia di almeno 17 omicidi a sangue freddo, stupri, necrofilia, cannibalismo. Il processo al 'mostro di Milwaukee' inizia nel 1992, e si conclude con una condanna a 957 anni di detenzione. Ma oltre all'opinione pubblica, c'è qualcun altro che rimane assolutamente sconvolto dagli orrori di questa storia: il padre di Jeffrey, Lionel, che non sospettava nulla del genere.
Dopo l'iniziale incredulità e la speranza dell'innocenza del figlio, per Dahmer senior, chimico universitario, arriva il momento della riflessione, del domandarsi "Come è stato possibile?", oppure peggio ancora: "E' colpa mia?" La visione dal di dentro della vita di un serial killer tra i più feroci e inumani di tutti i tempi è un'opportunità preziosa, e non solo per una dose di morbosa curiosità che sarebbe ipocrita negare: è davvero interessante rintracciare le radici del Male nella normalità, vedere smentiti i luoghi comuni del tipo 'dietro a un serial killer c'è sempre un bambino maltrattato',cercare di esplorare il punto di vista di un familiare di fronte a orrori tanto enormi, a fatti di cronaca così mostruosi, così capaci di ferire l'immaginario collettivo. Mio figlio, l'assassino rende possibile tutto questo, ed è una lettura che può avvincere o indignare (le accuse di opportunismo non sono certo mancate al momento della pubblicazione del libro) ma di certo non può lasciare indifferenti.

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