Mio fratello è figlio unico (ma ha molti follower)

Mio fratello è figlio unico (ma ha molti follower)

Società italiana. Gli ultimi anni. Prendersi cura di sé, degli altri, di chi non ne è capace da solo (quasi tutti), dell’umanità sono attività che in qualche modo toccano quotidianamente la vita di ciascuno di noi. Le pratiche e le relazioni di cura hanno molte dimensioni: il potere e l’antropoiesi, la libertà e l’apprendimento, l’individuo e il contesto. Uno studioso e formatore pugliese gestisce un blog culturale per parlarne e discuterne, a partire da fatti di cronaca, da episodi autobiografici (la propria obesità e altre malattie, i tre figli, la moglie), da film o programmi tv, da una frase o da un libro. Senza ordine cronologico o altre tematizzazioni, ora ha raccolto alcuni degli articoli pubblicati nel decennio scorso (anche in forma di zibaldone di pensieri), alcuni saggi brevi e interventi a convegni in un interessante volumetto di cultura della cura, una gradevole stimolante lettura. I riferimenti più frequenti e densi sono a Danilo Dolci (“ciascuno cresce solo se sognato”), a Ivan Illich, Zygmunt Bauman. Non vuole essere un saggio, tanto meno ordinato, piuttosto stimolare apprendimenti che un poco scuotano dentro. Spesso ci riesce.

Felice Di Lernia (Trani, 1963) si è laureato prima in Scienze Politiche a Bari (con una tesi sull’obiezione di coscienza), poi in Antropologia a Roma. È da oltre 25 anni un operatore sociale attivo in tante regioni, formatore e supervisore per professionisti in enti pubblici e privati, da qualche mese anche assessore ai servizi sociali della sua città. Si interessa, dunque, di medicina, psicologia, educazione, scuola, accoglienza, in-sicurezza urbana, fine vita. E questi sono i temi del libro, 45 brevi articoli. Il titolo prende spunto dalla canzone di Rino Gaetano rielaborata nel testo più strettamente politico: la fine delle grandi narrazioni, la crescente banalizzazione di ogni principio, la normalizzazione della disuguaglianza, il venir meno del mandato di protezione (a favore del mero controllo). In un altro testo si esamina criticamente il testo dell’amatissima canzone di Battiato La cura, proprio nel tentativo di smascherare i tic emotivi, guardando alla sostanza delle cose. I riferimenti musicali contengono comunque sempre uno spunto divertito e creativo; sono alcuni programmi tv a raccogliere più strali e stroncature, non a torto.



 

 

 

 
 
 
 

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