Mio fratello rincorre i dinosauri

Mio fratello rincorre i dinosauri

Castelfranco Veneto. Questa è la storia di Giacomo e Giovanni Mazzariol, ma è anche la storia di tutta la loro famiglia: i genitori e le due sorelle, Alice e Chiara. Ed è anche la storia di molte altre famiglie simili ai Mazzariol, che al loro interno hanno un componente affetto dalla sindrome di Down. Un cromosoma in più dentro al corpo li rende speciali. Qualcuno minimizza, etichettandoli come diversi e disabili. Certo, la loro non è una vita facile, ma molte difficoltà siamo proprio noi a causarle con il nostro imbarazzo, i nostri schemi mentali e stili di vita. Ma i bambini Down hanno un proprio stile, un loro mondo dentro al quale vivono e che noi non cogliamo o non vogliamo percepire. Questo racconto comincia in un parcheggio, luogo simbolico per la famiglia Mazzariol, nel momento in cui i genitori annunciano ai figli la futura nascita di Giovanni e prosegue con il racconto del rapporto tra i due figli maschi. Nell’immaginario del piccolo Giacomo, il fratello appena nato sarà prima un supereroe con strani poteri, poi un segreto da non svelare, infine una specie di danza la cui musica nessuno vuole sentire. E se Giovanni ha i suoi tempi per imparare a vivere (per lui un’occupazione dura sempre venti minuti), anche Giacomo ha bisogno di imparare a vivere con il fratello e per farlo gli occorreranno anni. Così, con questo segreto nel cuore, passeranno le medie e le superiori, fino a quando il ragazzo non riuscirà a staccare le etichette dalle persone e a guardarle senza filtri, come dipinti senza note a margine e a intravvedere finalmente il mondo in cui vive Giovanni. Ed è così comincia la vera storia e il loro sodalizio fatto di affetto e complicità, con la naturalezza e la spontaneità che sono i cardini e le fondamenta dell’amore fraterno…

Il viso di Giovanni, insieme alla sua storia, ha fatto la sua prima comparsa in un video intitolato The simple interview caricato su YouTube dal fratello Giacomo, spopolando e suscitando curiosità e interesse per la coppia, che ha poi partecipato a vari programmi televisivi e radiofonici, approdando infine alla carta stampata. Il racconto si basa sul diario di Giacomo, che da resoconto della sua infanzia e adolescenza, matura in un’analisi sempre più convinta e appassionata di quali siano le sensazioni, le emozioni e le difficoltà di chi in famiglia ha un componente affetto dalla sindrome di down. Per anni, Giacomo non racconta ai suoi compagni di scuola di avere un fratello, cercando di proteggere se stesso dai giudizi degli altri e solo diciannovenne arriverà a comprendere che non è Giovanni ad avere delle barriere, ma è il proprio modo di pensare a porgli gli ostacoli maggiori. Il ragazzo, seguendo l’esempio di suo fratello, capisce che ciò che conta davvero è la prospettiva e la dimensione con cui si guardano e si vivono le situazioni. Il mondo di Giovanni è di difficile comprensione, ma non ha confini. Basta voler attraversare la frontiera. Così come nel docu-film del 2014 The Special Need di Carlo Zoratti si raccontava il viaggio di Enea alla scoperta delle proprie pulsioni sessuali e amorose, con la stessa semplicità e spontaneità Giacomo, con ogni mezzo utile, ci racconta di suo fratello Giovanni, ma soprattutto ci racconta com’è facile e semplice vivere quando si guarda all’altro senza filtri e pregiudizi.



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