Miracoli sbagliati

Miracoli sbagliati
Margherita e Giovanni sono appena bambini quando si conoscono. Divisi dalla siepe di bosso che separa le loro due ville in Versilia, ancor prima di vedersi imparano a conoscere le rispettive voci: soprattutto quella di Margherita che canta le canzoni della radio, canzoni che Giovanni non conosce perché a casa sua – il padre è un famoso pianista – si ascolta soprattutto musica classica. Si capisce subito che il caldo di quelle estati toscane farà da collante a una storia che sarà lunga una vita. E la vita irrompe subito con la sua crudeltà quando, a nove anni, Giovanni si ammalerà e per due anni non tornerà alla villa. Guarito dal tumore al cervello, si ripresenterà con una sensibilità ancora più affinata e, con l’arrivo dell’adolescenza, la sua passione per Margherita diventerà sempre più forte. Ora le dà una mano con il latino e insieme sperimentano l’intima emozione di una vicinanza fatta di odori, erezioni furtive e imprevisti sfiorarsi. Ma Lorenzo, il fratello maggiore di Giovanni, se ne sta in agguato come un predatore scaltro ed esperto e – complice la sottile crudeltà femminile di Margherita – amerà la ragazza sotto lo sguardo impietrito di Giovanni…
Gli anni, l’esperienza, il caso, le prove e i doni inaspettati della vita faranno il resto. Margherita e Giovanni – come noi tutti – vengono plasmati dagli eventi dell’esistenza e tuttavia conservano inalterata la loro essenza, quella parte più profonda e intima che li tiene uniti, come un filo invisibile, nonostante tutto. Lui rinuncia al suo talento letterario e decide di aprire una libreria a Lucca, lei invece – più combattiva e intraprendente – passa dalla fotografia al giornalismo, fino a diventare una nota conduttrice televisiva. Ma il successo e la scaltrezza, un marito maturo che l’adora e un amante che frequenta ogni giovedì, non sono sufficienti a garantire la tenuta di un equilibrio che vacilla quando Margherita scopre di essere sterile. Giovanni intanto si sposa con Pilar, una ragazza che conosce grazie a una deliziosa coincidenza, degna del miglior Tabucchi. Ma siamo solo a metà di un romanzo ricchissimo di svolte ed epiloghi soltanto apparenti. Ci saranno ancora moltissime emozioni e, verrebbe quasi da dire, moltissima vita che fluisce in una scrittura che Sebastiano Mondadori orchestra benissimo. L’autore si  muove con sicurezza estrema nel maneggiare una quantità di elementi narrativi che mai gli sfuggono di mano e che hanno come pregio quello di tenere sempre vigile l’attenzione del lettore, che finisce per appassionarsi alle peculiarità e alle imperfezioni di questi personaggi così poco “romanzeschi” perché estremamente veri. I miracoli sbagliati, probabilmente, sono quelli che ci permettono di apprezzare davvero la vita quando il desiderio e la febbre delle aspettative smettono di abbagliarci e noi siamo in grado di vedere il valore vero delle persone e delle cose che abbiamo attorno.

 

 

 

 
 
 
 
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