Miseria nera

Miseria nera
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Articolo di: 

La vita di Paul Verlaine è stata spesso scandita da ricoveri ospedalieri di durata variabile. Agli stravizi degli anni ribelli da poeta maledetto, si aggiunge una salute il più delle volte molto cagionevole. Quando entra nel 1886 nell’ospedale Tenon, a cui seguiranno i periodi al Cochin e al Broussais, ha quarantadue anni. La vita in questo luogo è a volte piacevole, lontana dalle convenzioni sociali e dagli eventi mondani che tanto lo affaticavano; così scevra di tutte le obbligazioni imposte dalla società che ha sempre odiato. A parte, ovviamente, gli evidenti problemi di deambulazione causati dall’anchilosi completa del suo ginocchio sinistro, l’ospedale si rivela il luogo perfetto per scrivere e analizzare il mondo. Infermiere tanto professionali quando villane rappresentanti del popolino, il parquet bombato simile a quello delle case di provincia, vetturini ubriachi che finiscono in continuazione in reparto, pazienti dall’uniforme orribile che si aggirano come brutti fantasmi, biblioteche esigue che si fa presto a leggere e rileggere con avidità. Poi ci sono le morti senza spiegazioni o senza nomi, anche di coloro che hanno occupato il letto in cui ti trovi e a cui, purtroppo, occorre imparare ad abituarsi. Tra le ombre cupe che ricoprono il soggiorno del poeta, ci sono sprazzi di luce dati dalle passeggiate in giardino o le zuppe delle sei, meglio anche di quelle servite a Les Halles a tutti i nottambuli parigini, il sole che entra dalle finestre dopo giornate di pioggia interminabile. I ricordi si mescolano, prendono una forma quasi lirica e si trasformano in alcuni momenti in veri e propri componimenti che poi faranno parte di future raccolte di versi…

Questa raccolta di scritti inediti in Italia di Verlaine, curata egregiamente da Michela Landi, ci permette di conoscere il grande poeta francese in tutta la sua fragilità. Gli anni della “miseria nera” definiscono la sua esistenza ormai tragicamente decadente. La salvezza è rappresentata come sempre dalla schiera generosa di amici letterati che lo aiuteranno fino alla fine dei suoi giorni, come l’editore olandese Blok che lo inviterà a tenere conferenze nel suo Paese per poi pubblicare le opinioni in merito scritte dallo stesso Verlaine. Il lettore non può non notare le diverse sfumature presenti nei resoconti ospedalieri e nel racconto di viaggio in Olanda. La dovizia di particolari è la stessa, a tratti maniacale ed eccessiva, ma l’apparente buona salute che lo accompagna nel tour dei Paesi Bassi è facilmente percepibile. Il paesaggio che a volte lo delude nella sua piatta monotonia è in ogni modo preferito a quello visibile dalla finestra di ospedale. L’unica cosa che manca, però, è quella sottile ironia che a volte si ritrova nella descrizione degli altri abitanti dei reparti o di coloro che vi lavorano. La liricità è la stessa, così come le occasioni di regalarci poesie lungo il tragitto (verso la guarigione o una grande città come Rotterdam). Anche le innumerevoli citazioni, da Victor Hugo e François Villon tra gli altri, aiutano a comprendere la vasta cultura di un poeta che spesso è più noto per aneddoti di colore o accadimenti da feuilleton romantico. Le note, la rassegna di giudizi critici così come l’introduzione della curatrice sono un utilissimo strumento per la migliore comprensione di due testi di cui altrimenti avrebbero potuto godere solo i conoscitori più profondi di Paul Verlaine.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER