Mississippi blood

Mississippi blood

Natchez, Mississippi. Penn Cage, sindaco della città ed ex avvocato, è distrutto dal dolore. Ha passato le ultime due settimane a visitare tombe: quella di Henry Sexton, giornalista bianco che si batteva per i diritti dei neri, ucciso dai Double Eagle, un gruppo razzista e violento staccatosi dal Ku Klux Klan che per anni ha seminato il terrore nel sud degli Stati Uniti; quella di Forrest Knox – sulla quale ha pisciato ‒ figlio del fondatore degli Eagle e vicecapo della polizia di stato, che lo stesso Penn ha fatto fuori. E poi la tomba della giornalista Caitlin Masters, la compagna di Penn ˗ dalla quale aspettava un bambino ˗ morta nel tentativo di fare luce sugli omicidi a scopo razziale da parte degli Eagle nei pressi del famigerato Albero delle Ossa. Come se non bastasse, suo padre Tom, medico stimato da tutta la comunità, sta per subire un processo per il presunto omicidio di Viola Turner, un’infermiera afroamericana con la quale Tom ha avuto un figlio illegittimo e che avrebbe aiutato a morire praticando l’eutanasia. Quello che più spaventa Penn è che il padre sembra essersi arreso al suo destino e che voglia pagare per colpe non sue per autopunirsi. Nel frattempo, in città giunge Serenity Butler, scrittrice ed ex soldato interessata al processo, che aiuta lo stesso Penn nelle sue personalissime indagini: per far luce sulla vicenda e aiutare suo padre, Cage deve scavare a fondo nella storia del suo paese e nel suo passato, scoprendo anche verità sconvolgenti. Ma deve stare attento e proteggere sé stesso e la sua famiglia, perché Snake Knox, uno dei pochi Double Eagle rimasto in vita, il più pericoloso, è disposto a tutto pur di nascondere la verità sulla morte di Viola Turner e su tutti gli omicidi compiuti: una verità che potrà venire a galla nel processo a Tom Cage…

Dopo L’affare Cage e L’Albero delle Ossa, si chiude con Mississippi blood la trilogia di Natchez, nata dalla penna dello scrittore americano Greg Iles. Siamo alla resa dei conti: la piccola cittadina del Mississippi si appresta a vivere uno dei processi più eclatanti della sua storia, in cui sono in ballo una verità definitiva e sconvolgente, i diritti civili, anni di violenze e omicidi a scopo razziale. Mississippi blood è un romanzo corale in cui ogni personaggio è il tassello di un ingranaggio perfetto, che per circa ottocento pagine lascia il lettore sul filo del rasoio. Su tutti spicca ovviamente Penn Cage, al quale l’autore affida il privilegio della narrazione in prima persona, mentre le sorti degli altri attori vengono raccontate in terza, in un legal-thriller di altissimo livello che affronta in modo crudo e diretto il tema del razzismo nel profondo sud degli Stati Uniti. La grandezza di Iles risiede nell’aver costruito un’impalcatura narrativa praticamente perfetta, in cui storia e finzione trovano un giusto equilibrio, e questo nasce da un evento tragico nella vita dello scrittore: nel 2011 fu infatti vittima di uno spaventoso incidente che gli costò una settimana di coma e una gamba parzialmente amputata; al suo risveglio la sua scrittura mutò radicalmente per concentrarsi maggiormente sulla riflessione socio-psicologica dei personaggi e su temi delicati, quali appunto il razzismo. Il mosaico di Mississippi blood unisce amore, odio razziale, storia americana, morte, diritti civili, politica, ricerca della verità, vendetta. Il degno capitolo finale di una trilogia che ha incollato alla pagina milioni di lettori e che presto diventerà una serie tv.



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