Misteri pagani nel Rinascimento

Misteri pagani nel Rinascimento
Nella storia rinascimentale della pittura gli dei pagani e i soggetti mitologici divengono protagonisti assoluti di una serie di dipinti e sculture che rubano la scena alle tele e alla pale d’altare a soggetto religioso dell’epoca precedente. Si tratta di opere,  normalmente di grande formato, in gran parte commissionate dalle prestigiose famiglie nobiliari del tempo, eseguite dagli artisti allora più celebri. La Primavera, la Nascita di Venere e Pallade e Il centauro , Venere e Marte del Botticelli, l’Amor sacro e profano di Tiziano, la Leda di Leonardo da Vinci e di Michelangelo, l’Apollo e Marsia di Raffaello, Le tre Grazie del Correggio sono solo alcune di esse, ma sufficienti a stabilire il nuovo orientamento culturale. A rendere evidente il segno della ripresa di una serie di fonti letterarie e iconografiche che trova feconda realizzazione grazie alle relazioni che s’intrecciano tra le opere d’arte e il pensiero filosofico, le teorie estetiche e la composizione poetica. In un’atmosfera di rinnovato fermento culturale, in cui i dipinti si nutrono di misteri e insegnamenti legati alle correnti del neoplatonismo, ai concetti espressi da Marislio Ficino e Pico della Mirandola… 
Scritta nel 1958 da Edgar Wind – celebre storico tedesco dell’arte interdisciplinare, nato a Berlino nel 1900 e morto a Londra nel 1971 - Misteri pagani nel Rinascimento è un’opera il cui valore si accresce di edizione in edizione, mantenendo ancora oggi un forte appeal nel lettore. Il testo, denso e corposo, mantiene appieno la promessa di connettere la persistenza e le implicazioni del mito greco nelle arti figurative dell’epoca rinascimentale. E offre interessanti spunti di riflessione e di approfondimento sia in sede di analisi storico-filosofica, sia in ambito documentario, con riferimento alla pluralità delle citazioni ricorrenti e delle esperienze colte in esame, ivi compreso il ricco apparato di note e di foto presenti nell’opera. La curiosità di queste pagine sta nel fatto che l’autore insegue i riferimenti dei testi antichi per decrittare gli influssi del pensiero pagano presenti nelle opere d’arte, lasciando che a poco a poco affiorino con esiti sorprendenti tra le iridescenze mitologiche. Ed è all’evocazione di questi influssi che Edgar Wind dedica il suo testo intelligente e sensibile, fondato su una solida conoscenza del pensiero classico, su un’impressionante famigliarità con il mondo dell’arte e con il rigore scientifico della teoria critica. Realizzando un saggio di critica avvincente e suggestivo che fa del Rinascimento un’epoca nel contempo oggetto di contaminazione e soggetto di fascinazione. 

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