Mistero in fondo al lago

Mistero in fondo al lago

Il commissario Kluftinger guida pensieroso la sua vecchia Passat diretto verso Füssen. In auto assieme alla moglie Erika anche il figlio Markus e la fidanzata Yumiko, appena recuperati all’aeroporto. L’atmosfera è un po’ imbarazzata soprattutto perché Kluftinger non si aspettava certo che la nuova compagna del figlio fosse un’asiatica. Non che abbia problemi con gli stranieri, per carità, è solo che le novità lo mettono sempre un po’ in agitazione e spesso rischia di parlare a sproposito. I quattro decidono di fare una pausa e fermarsi a passeggiare fin sulle rive del lago Altsee, un ameno specchio d’acqua dell’Algovia. Quella che secondo il commissario (per niente entusiasta di dover fare conversazione) sarebbe dovuta essere una camminata molto impegnativa si rivela “una comoda passeggiata di neppure mezz’ora su un tratto asfaltato in mezzo al bosco”. Arrivati, lo sguardo di tutti si posa sullo spettacolo mozzafiato: una piccola conca splendente circondata da un fitto bosco. A oriente la vetta maestosa del Säuling, il cielo completamente sgombro di nubi e l’aria limpida. Un paesaggio da cartolina. Tutti sono estasiati a tale vista tranne Yumiko che, improvvisamente irrigidita, con le labbra completamente serrate e bianca in volto pare fissare un punto preciso sulle sponde del lago. Kluftinger segue lo sguardo della ragazza e ad un tratto lo vede anche lui: a una decina di metri da loro, sulla riva, giace un uomo con un completo nero aderente, molto probabilmente una muta, a pancia in giù sulla neve. Tutt’intorno al corpo la neve è tinta di rosso; l’uomo sembra letteralmente immerso in un lago di sangue...

Poliziesco avvincente, Mistero in fondo al lago è il secondo di una serie scritta a quattro mani da Volker Klüpfel e Michael Kobr, che al commissario Kluftinger hanno dedicato ben dieci libri dei quali solo due per ora pubblicati in Italia. Il ritrovamento del corpo – che in realtà è quello di un uomo ancora vivo – lungo le rive dell’Altsee dà il la ad una lunga indagine ricca di colpi di scena e nella quale il commissario viene affiancato dalla collega Friedel Marx, accanita fumatrice, forse poco femminile ma ottimo detective. È riduttivo affibbiare l’etichetta di giallo a questo lungo racconto che è sì ricco di repentini cambi di rotta delle indagini, che va a scavare in un periodo oscuro della Storia e che tiene davvero il lettore in punta di sedia fino alla fine, ma è anche un romanzo abilmente tessuto e intrecciato attorno al personaggio di Kluftinger, detto Klufti, di cui non conosciamo il nome di battesimo ma al quale ci affezioniamo da subito. Scaltro e abile nel suo lavoro quanto goffo e stralunato nella vita privata, il commissario è un eroe sui generis: adora la cucina tradizionale (gli Spätzle e i Wollwurst in particolare), è un uomo vecchio stampo e non ama in particolar modo la tecnologia sebbene ne riconosca l’utilità. Eppure il punto di forza del libro è proprio questo: la simpatia che si prova per il protagonista e per le sue vicende private – alle quali Klüpfel e Kobr lasciano ampio spazio – ci fa apprezzare ancora di più quello che è un ottimo poliziesco.



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