Moby Dick e altri racconti brevi

Moby Dick e altri racconti brevi
Perché il colore bianco di Moby Dick esaltato da Melville dovrebbe suscitare tanto terrore, più della stessa feroce balena? Cosa succederebbe se nella vita reale ci comportassimo come Philip Marlowe nella speranza di incontrare sempre e comunque qualche dark lady pronta a cadere tra le nostre braccia? Che legame intercorre tra i “villani passeggeri” dello Zibaldone di Leopardi con i villani e basta che a tardissima notte schiamazzano sotto casa di Alessandro Sesto? Che mestiere fanno i protagonisti dei libri? Sono eroi senza macchia e senza paura e senza lavoro, oppure hanno realmente qualcosa da fare oltre a quello che leggiamo? Tracciando poi un piano cartesiano con tanto di assi x ed y è possibile analizzare la necessità di distinguersi dalla massa di autori come Kurt Vonnegut jr. e Bukowski ed Aldo Marino (un amico di Alessandro Sesto), oppure ricostruire i mutamenti dei bisogni sessuali in Cinquanta sfumature di grigio, L'insostenibile leggerezza dell'essere e nella vita proprio di Aldo Marino...
Racconti, analisi o chiacchierate che siano, le pagine di Alessandro Sesto lasciano un sorriso sulle labbra. Fa grandi nomi: Saramago, Auster, Kafka, Wallace, cita numerosi capolavori, cita tantissimo i classici russi e ne parla con l'ironia tipica di chi conosce la materia (e non improvvisa), ma che vuole sospendere per un attimo la severità che certi testi impongono per affrontarli con uno sguardo molto più rilassato e comico, ma mai dissacrante. Sesto, dove l'ironia non è necessaria, sa tirare fuori anche l'occhio di un attento lettore, come ad esempio i capitoli dedicati alle storie di fantascienza oppure alle storie utopiche, dove, tra categorie ed esempi, getta un occhio dietro le quinte di tante opere ben famose, accostando quelle classiche di Orwell e Huxley a quelle più moderne di Gattaca o di Neuromante, fino ai più recenti The Walking Dead e Matrix. Geniali la sezione dedicata alla giornata di un poeta maledetto, scandita da una ricca tabella oraria e quella dedicata al più breve racconto di Hemingway: “For sale. Baby shoes. Never Worn”.

 

 

 

 
 
 
 
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