Moderato cantabile

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In un sonnolento pomeriggio, un bambino studia svogliatamente la sonatina di Diabelli, sotto gli occhi di sua madre, Anne Desbaresdes, e dell’insegnante di piano, Mlle Giraud. In sottofondo impera il rumore del mare poco lontano. All’improvviso un grido acuto, interminabile, così forte da zittire perfino il mormorio delle onde. In un caffè vicino, una donna è stata uccisa dal proprio compagno. Anne, ricca, moglie insoddisfatta che ha nel figlio la sua unica ragione di vita, soffocata dall’esistenza borghese a cui è costretta, è talmente colpita da quell’omicidio compiuto al calar del sole da tornare una volta e poi ancora un’altra e un’altra ancora, ogni giorno, a quel caffè del porto che è stato scena del crimine. Il desiderio ossessivo di sapere perché la sconosciuta sia arrivata al punto di chiedere al proprio uomo di ucciderla, porta Anne ad “interrogare” un testimone dei fatti, Chauvin, ex operaio dei cantieri navali di proprietà di suo marito. Domanda dopo domanda, giorno dopo giorno, un bicchiere di vino dopo l’altro, il rapporto fra Anne e Chauvin trascende l’omicidio e i meri fatti. Domande e risposte non bastano più. E’ il desiderio a prendere il sopravvento. Un desiderio reciproco che fa paura; quel desiderio che è perdita di sé e del proprio essere nel suo raggiungimento, ma ancora di più nella frustrazione del dovere restare inespresso...

Come in un parallelismo, all’inizio del romanzo, l’assassino continua a baciare e accarezzare il corpo coperto di sangue della compagna che ha appena ucciso, incapace di dirle addio. Alla fine, le mani di Anne e Chauvin che si toccano per un solo istante, le loro labbra che si sfiorano per un solo istante, esprimono l’addio di due esseri umani ancora vivi, ma estenuati dalla necessità di uccidere il desiderio che li unisce. Pubblicato nel 1958 da Editions de Minuit, casa editrice per eccellenza degli esponenti del Nouveau Roman, Moderato cantabile ha in comune con la nuova corrente letteraria soltanto la struttura. A differenza dei “Nuovi Romanzieri”, impegnati a gettare sul mondo uno sguardo freddo e oggettivo, Margherite Duras si caratterizza per l’emotività, la passione sempre presenti. La comunicazione umana è vista come un modo, forse l’unico, di sopportare la realtà opprimente e magari anche di cambiarla. I silenzi sono carichi di significato, quasi assordanti. Marguerite Duras dice senza dire. Apparentemente sfiora solo in superficie i personaggi eppure permette di conoscerli in profondità. In Moderato cantabile un sottoromanzo psicologico si sviluppa attraverso la narrazione di gesti apparentemente irrilevanti. Parole e atteggiamenti vogliono dire veramente quello che esprimono, eppure al tempo stesso trascendono il loro significato, lasciando il lettore dalla prima all’ultima pagina sospeso fra assolute certezze e dubbi laceranti.



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